Da lunedì 28 gennaio presidiano giorno e notte il Palazzo della Presidenza della Giunta Regionale, a Cagliari, in attesa di una soluzione per riprendere a garantire l’erogazione dei servizi
SASSARI - Le oltre 300 persone che dal 2003 hanno messo in piedi i servizi per il lavoro, nei Csl (Centri servizi per il lavoro) e Cesil (Centri per l’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati) distribuiti in tutto il territorio regionale, dopo anni di vergognosa precarietà si ritrovano senza lavoro dal 1 gennaio 2013.
Gli operatori, esperti in attività di assistenza, supporto e accompagnamento all’inserimento lavorativo, aspettavano da anni una legge che permettesse di passare dalla fase sperimentale al consolidamento definitivo del sistema; invece da lunedì 28 gennaio presidiano giorno e notte il Palazzo della Presidenza della Giunta Regionale, a Cagliari, in attesa di una soluzione per riprendere a garantire l’erogazione dei servizi.
La protesta mira a ripristinare il sistema pubblico dei servizi per il lavoro secondo quanto previsto dalla riforma del collocamento: quel sistema pubblico che dovrebbe essere potenziato a favore di tutti i cittadini che stentano a muoversi in un mercato del lavoro complesso e di difficile accessibilità. «Invece i servizi specialistici per il lavoro sono stati illegittimamente interrotti privando la collettività di servizi essenziali, obbligatori per legge» sostengono i sindacati. «Gli operatori chiedono l'immediato ripristino dell'attività istituzionale che può avvenire solo attraverso il loro necessario reintegro in servizio».
Nella foto: una recente manifestazione dei lavoratori di Sassari
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