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P.P. 7 gennaio 2013
«Cappellacci intervenga sulle cig»
Il segretario regionale Matta e generale Medde della Cisl sarda, in una nota pubblica, denunciano la grave situazione di emergenza dell´isola, in cui migliaia di lavoratori verranno privati degli ammortizzatori sociali, e chiedono una vertenza immediata al presidente della Regione


CAGLIARI - «La Cisl sarda chiede al presidente Cappellacci di attivare subito un tavolo per gestire la grave emergenza venutasi a creare in materia di ammortizzatori sociali in deroga. Prima di tutto per sanare il vulnus verificatosi nel governo dei sussidi per l'anno 2012: ben 4.996 lavoratori saranno privi di copertura del reddito ( 1.508 in mobilità e 3.488 in Cig ), una situazione, nota fin dal 28 novembre scorso, sulla quale la Regione, nonostante le sollecitazioni sindacali, ha tenuto un profilo decisamente basso» dichiara il segretario regionale Cisl Giovanni Matta, in una nota pubblica.

«Per questi lavoratori occorrerà trovare adeguate coperture in sede di finanziaria regionale, senza trascurare di attivare immediatamente i necessari canali istituzionali con il Ministero del Welfare. Occorrerà garantire poi le necessarie risorse per il 2013 per gli altri 20.826 lavoratori (13.112 in Cig e 7.716 in mobilità), che hanno beneficiato del sussidio nel corso del 2012» evidenzia Matta nella missiva.

Un grido d’allarme lanciato dalla Cisl, che riscontra numeri rilevanti, in cui 1974 imprese sono state costrette a dichiarare lo stato di crisi. Sono complessivamente 7.734 lavoratori sotto la copertura degli ammortizzatori sociali solo in provincia di Cagliari, 3.755 in quella del Sulcis, 2.643 a Sassari , 1984 in provincia di Nuoro, 1.810 nel Medio Campidano, 1.364 ad Oristano, 668 nella provincia d’Ogliastra, 841 in quella di Olbia-Tempio. Più del 50% di questi lavoratori ha un età compresa tra i 30 e i 60 anni.

«Le inadempienze e i ritardi del governo sono ormai una questione seria per lo sviluppo e il lavoro nell’isola. I crediti vantati dalla Sardegna e non onorati dallo Stato sono ormai numerosissimi: costo energetico, trasferimenti sulle quote delle tasse dovute all’isola, continuità territoriali, divario infrastrutturale, piano di rinascita – afferma Mario Medde segretario generale Cisl che aggiunge - Tutti questi problemi portano ormai a considerare da un lato la debolezza contrattuale della Regione e dall’altro la necessità di nuovo rapporto Stato-Regione e di un nuovo patto costituzionale attraverso lo statuto speciale».

«In occasione della consultazione elettorale è fondamentale che nei programmi elettorali e di governo vengano coerentemente assunte decisioni che portano a una maggiore credibilità della politica, in primo luogo quella sarda, e a rafforzare l’autogoverno e la specialità con una maggiore efficienza ed efficacia e ridando valore e centralità al lavoro, soprattutto in una fase di grandi trasformazioni sociali ed economiche» conclude Medde.

Nella foto il segretario generale della Cisl sarda Mario Medde.
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