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Red 2 dicembre 2012
«Patto dei Sindaci, esperienza modello»
Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellcci, intervenendo stamane all’evento “Fare squadra per centrare gli obiettivi: sostenere la autonomie locali nelle attività per la mitigazione dei cambiamenti climatici"


CAGLIARI - «Sono le autonomie le vere protagoniste del cambiamento in materia di politiche per l’ambiente, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e la promozione di impresa e lavoro sostenibili». Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellcci, intervenendo stamane all’evento “Fare squadra per centrare gli obiettivi: sostenere la autonomie locali nelle attività per la mitigazione dei cambiamenti climatici", nell’ambito della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il presidente si è soffermato sulla necessità di proseguire esperienze di successo come il Patto dei Sindaci, sottoscritto dalla Sardegna nel 2011, perché solo attraverso il pieno coinvolgimento operativo delle comunità interessate si possono raggiungere gli obiettivi condivisi a livello internazionale.

«Il Patto dei Sindaci – ha evidenziato Cappellacci - ha permesso di tradurre l’agenda politica europea in impegni concreti assunti dalle autonomie territoriale a livello locale e, in ultima battuta, in Piani di Azioni per l’Energia Sostenibile. Quella iniziata come iniziativa pilota, è divenuta un successo e sta gradualmente qualificandosi come modello di governance per altre politiche. Il Patto dei Sindaci – ha sottolineato il presidente- necessita ora di essere consolidato attraverso ulteriori azioni di attuazione pratica, attivando investimenti energetici sostenibili con una maggiore integrazione tra il Patto e le opportunità di finanziamento della Ue, in modo da ampliare la portata dell’intera agenda sull’efficientamento delle risorse». Cappellacci ha sottolineato come, attraverso investimenti pubblici e privati, le città possono guadagnare in termini di competitività economica e qualità di vita, facendo tesoro anche delle opportunità tecnologiche in grado di mitigare gli alti prezzi derivanti dalla scarsità di risorse disponibili nel mercato.

«Il Comitato delle Regioni – ha aggiunto il presidente - sta contribuendo a rivedere i criteri di erogazione dei prestiti nel settore energetico da parte della BEI, insistendo su controlli più trasparenti, sulla verifica delle emissioni, ma anche sulla necessità di valutare i progetti in termini di impatto sull’ecosistema e di migliore alternativa possibile, piuttosto che sulla base del solo criterio dell’efficienza dei costi. Adesso, è il tempo di aumentare progressivamente non solo gli impegni vincolanti in tema di riduzione delle emissioni, ma anche e soprattutto i nostri sforzi di investimento all’interno e all’esterno della Ue, per non tornare indietro nel cammino della nostra strategia della crescita verde nel nome della onnipresente austerità. In questo contesto, il Comitato delle Regioni ha richiesto alla Commissione, ed alle altre istituzioni UE, di lavorare insieme su meccanismi concreti che permettano di condividere l’esperienza del Patto dei Sindaci con i principali partner globali, incentivando la cooperazione, a livello locale e regionale, sull’efficientamento energetico tra città europee e quelle situate nei Paesi vicini posti a est e a sud delle frontiere dell’Unione europea, oltre che nei Paesi in via di sviluppo».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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