I dati, diffusi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, si riferiscono alla situazione del 31 ottobre 2012. L´intervento di Maria Grazia Caligaris, presidente di “Socialismo Diritti Riforme”
CAGLIARI - In Sardegna nei 12 Istituti penitenziari sono ristrette 2.118 persone (52 donne) a fronte di 2007 posti letto. 901 sono stranieri e 470 in attesa di giudizio. 215 non sono ancora comparsi davanti a un Gip. I definitivi sono 1.629.
I dati, diffusi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, si riferiscono alla situazione del 31 ottobre 2012. «Si evidenzia – osserva Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” un costante aumento dietro le sbarre di cittadini stranieri e di persone che aspettano mesi per un primo giudizio. Innocenti, fino a prova contraria, che subiscono un grave disagio soprattutto in realtà sovraffollate come il carcere di Buoncammino di Cagliari».
L'altro problema è l'elevato numero di detenuti in attesa di primo giudizio «in condizione di promiscuità e di grave disagio». «La situazione non è migliore per i definitivi. E’ infatti ormai insufficiente il numero dei Magistrati di Sorveglianza. Gli uffici inoltre devono soddisfare le richieste derivanti dall’accesso alla legge “svuota carceri” con una serie di passaggi burocratici che non solo non alleggeriscono il numero dei cittadini ristretti ma moltiplicano il lavoro dei Magistrati e degli assistenti sociali. Risulta quindi fondamentale sia ridurre i tempi di attesa della prima sentenza sia creare delle condizioni di vivibilità dentro gli Istituti. Contenere il malessere dei reclusi – conclude Caligaris – è sempre più difficile».
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