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Red 5 novembre 2012
Scivu, ritrovato morto cervo sardo
Probabilmente ucciso da bracconieri. Il maestoso esemplare presentava, fra l’altro, una vecchia amputazione della zampa anteriore destra, segno inequivocabile lasciato da un cavetto d’acciaio. La denuncia del Wwf


ORISTANO - Pieno successo della giornata ecologica organizzata a Scivu dal Wwf Sardegna e dal Wwf Oasi. Sabato 3 novembre i volontari hanno rimosso centinaia di oggetti abbandonati in mezzo alla macchia mediterranea, fra i ginepri secolari o nelle stupende spiagge di Scivu, dove il Wwf sta realizzando una delle oasi più belle d’Italia. Hanno contribuito alla riuscita della manifestazione il Comune di Arbus, la colonia penale di Is Arenas, l’associazione di protezione civile Pan di Siliqua e gli attivisti della costituenda sezione Wwf di Arbus.

L’associazione ambientalista ha organizzato la giornata anche per far conoscere i meravigliosi sentieri dell’oasi che si addentrano nelle immense distese sabbiose colonizzate da secolari ginepri. Il Wwf ha però voluto in particolare evidenziare l’incuria criminale dei villeggianti che abbandonano rifiuti di ogni tipo; rimarcare il danno causato dai fuoristarda che si inoltrano, spesso fuoripista, nelle delicate dune sabbiose; denunciare il taglio indiscriminato dei maestosi ginepri che vegetano nel sistema dunale più esteso d’Europa.

L’evento ha purtroppo avuto un epilogo drammatico: il rinvenimento della carcassa di un cervo maschio adulto, probabilmente ucciso da bracconieri.
Il maestoso esemplare presentava, fra l’altro, una vecchia amputazione della zampa anteriore destra, segno inequivocabile lasciato da un cavetto d’acciaio, usato abitualmente da bracconieri per catturare cinghiali e purtroppo anche cervi. Scampato al laccio, non è scampato però alla lucida follia di un bracconiere senza scrupoli che non ha potuto completare l’opera forse perché disturbato dagli assidui controlli che in questi giorni sta portando avanti in maniera encomiabile il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale nel territorio arburese e in particolare a Scivu.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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