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S.A. 15 ottobre 2012
Sciopero generale: patto politica-sindacati
Appoggio allo sciopero generale del 26 ottobre da parte dei rappresentanti del territorio riuniti oggi in un incontro organizzato da Cgil, Cisl e Uil territoriali per giungere alla mobilitazione con una strategia comune


SASSARI - Pieno e incondizionato appoggio allo sciopero generale del 26 ottobre da parte dei rappresentanti del territorio in tutti gli enti di rappresentanza, dai Comuni al parlamento nazionale passando per il Consiglio regionale. E' il risultato dell'importante incontro tenuto stamane (lunedì) nella sala conferenze della sede della Cgil di largo Budapest a Sassari, organizzato da Cgil, Cisl e Uil territoriali per giungere alla giornata di mobilitazione con una strategia comune tra politica e sindacati.

L'incontro, moderato dal segretario territoriale della Uil Giuseppe Macioccu, è stato aperto dalla relazione di Antonio Rudas (Cgil), che ha ricordato le motivazioni dello sciopero: nella sola edilizia si sono persi in tre anni 7200 addetti e la disoccupazione è talmente dilagante nella provincia di Sassari che, «per riallinearci con i già sofferenti parametri nazionali, il territorio dovrebbe recuperare 69 mila posti di lavoro». «Chiediamo che la politica riprenda a fare il proprio mestiere, si devono affrontare i nodi strutturali, non si può risolvere il problema industria senza una politica nazionale del settore, servono elementi d'indirizzo condiviso. Facciamo appello alle istituzioni nazionali e regionali» ha detto il segretario generale della Camera del lavoro di Sassari, ricordando che il 26 ottobre sarà «un punto di partenza e non di arrivo» per la causa dei lavoratori.

L'appello dei sindacati è stato accolto dal senatore Giuseppe Pisanu, che sostenendo le motivazioni dello sciopero generale ha criticato i partiti, inadeguati ad affrontare la crisi: «La nostra Costituzione, una delle più belle e solide del mondo, definisce i partiti come partecipati dai cittadini. I partiti hanno perso questa funzione che Gramsci direbbe "di intellettuali organici e collettivi capaci di interpretare la realtà e indirizzarla al bene comune". Spero che riunioni come questa e appuntamenti come quello del 26 stimolino i partiti a ritrovare la loro funzione, il dialogo con le forze vive che la realtà esprime».

Di «partecipazione doverosa da parte di tutti» alla manifestazione del 26 ottobre ha parlato il deputato Carmelo Porcu: «Senza unità del territorio non c'è speranza, dobbiamo partecipare con umiltà e consapevolezza», ha detto. I diritti dei sardi devono essere difesi anche con una politica contestativa: è stato l'imput dato dal vicepresidente del Consiglio regionale Mario Bruno.

Totale adesione allo sciopero generale è arrivata, oltre che dal coordinatore provinciale dell'Idv Andrea Idda, anche dagli enti locali: dalla Provincia, attraverso l'intervento della presidente Alessandra Giudici, alle amministrazioni di Porto Torres, presente con l'assessore comunale Angelo Acaccia, e Sassari. Il sindaco del capoluogo Gianfranco Ganau ha parlato della difficoltà degli enti locali a continuare nell'erogazione dei servizi, in particolare alle fasce deboli della società, sostenendo la necessità di nuovi strumenti per il rapporto tra istituzioni per il futuro del territorio.

Ha concluso i lavori il segretario territoriale della Cisl Gavino Carta: «Oggi abbiamo rinnovato a tutti la necessità di partecipare alla grande manifestazione del 26 ottobre - ha detto - recuperando la strada dell'unità. La legge di rinascita del 1962 vedeva insieme politica, istituzioni, sindacati: oggi ci si deve stringere intorno a un nuovo progetto, con misure che ricordino quella stessa comunione d'intenti. Si aprano tavoli per la Sardegna a Roma, a Bruxelles, per riprendere i problemi del territorio come grandi emergenze, per arrivare alla ripresa economica pronti, decidendo noi sardi cosa fare del nostro futuro e non lasciandolo in mano alle multinazionali, liberandoci da un meccanismo perverso da cui dobbiamo uscire, con tutta la responsabilità della classe dirigente sarda».

Nella foto: il senatore Giuseppe Pisanu
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