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Red 10 ottobre 2012
Oli esausti, presto raccolta in porto
Dopo i recenti casi di smaltimento illegale e incontrollato denunciati dal Wwf, Guardia Costiera e assessorato comunale all´Ambiente si sono attivati per realizzare un piccolo centro ecologico controllato


ALGHERO - Sono 55 le tonnellate di oli lubrificanti esausti raccolte nella città di Alghero nel corso del 2011 su un totale di circa 800 raccolte in provincia di Sassari. Questi sono alcuni dei dati resi noti dal Consorzio Obbligatorio degli oli usati nel corso della conferenza svoltasi in piazzale della Pace (lunedì 8 ottobre) nell'ambito di “Circoliamo 2012” campagna educativa itinerante per la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul corretto smaltimento degli oli esausti.

Alla conferenza stampa, oltre al Comandante della Guardia Costiera di Alghero Giuseppe Prigigallo, e all'Assessore all'Ambiente Chiara Rosati, e la dirigente del Primo Circolo, la Dott.ssa Antonella Marroncheddu, erano presenti il responsabile di Legambiente Luciano Deriu e del Wwf Carmelo Spada. E' stata, infatti, l'occasione per discutere del recente caso verificatosi sulla banchina Pezzi del porto di Alghero, in relazione allo sversamento illegale denunciato nelle settimane scorse proprio dal Wwf.

L'assessore Rosnati ha comunicato che Guardia Costiera e Assessorato comunale all'Ambiente si sono attivati per realizzare un piccolo centro ecologico controllato nell'area portuale per la raccolta gratuita degli oli esausti dei natanti presenti nel porto. Il Wwf, dal canto suo, ha proposto la realizzazione di un'installazione artistica con scopo pedagogico e un cartello che informi sui gravi danni che arrecano all'ambiente marino lo smaltimento non corretto degli oli esausti. Il progetto, supportato dall'amministrazione comunale, verrà realizzato dal Wwf in collaborazione con il Liceo Artistico di Alghero.

Nella foto: Carmelo Spada, responsabile locale del Wwf Sardegna
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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