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Red 22 settembre 2012
«Ho firmato la mia condanna»
Sono le parole, drammatiche, di Francesca Ariu (ex lavoratrice precaria presso il Comune di Alghero), che si affida ad una lettera sul Quotidiano di Alghero per esprimere tutto il suo disappunto


ALGHERO - E' emergenza lavoro anche nel Comune di Alghero, storicamente tra le città più colpite dalla drammatica incidenza di disoccupati tra la popolazione. Tra questi, si annoverano oggi anche gli ex precari presso il Comune di Alghero (non tutti), in attesa di una chiamata dopo l'assestamento di bilancio voluto dal sindaco stesso per reinserire le figure nell'organico amministrativo e monitorare meglio l’impostazione del lavoro negli uffici.

Un rinnovo funzionale alla riorganizzazione e all’impostazione del lavoro - era stato detto dall'amministrazione comunale. Oggi però, a distanza di alcuni giorni dall'approvazione del Bilancio e alcuni mesi dalla scadenza naturale delle collaborazioni a tempo, molti lavoratori si ritrovano ancora a casa. Tra queste Francesca Ariu, impiegata negli ultimi anni presso l'ufficio edilizia privata a Sant'Anna. Dice di sentirsi presa in giro, così, indignata, ha deciso di affidare il suo sgomento ad una lettera sul Quotidiano di Alghero per esprimere tutto il suo disappunto. Di seguito la missiva in formato integrale

Sono una dei 35 lavoratori precari che prestavano servizio presso in Comune di Alghero nella precedente Amministrazione e ritengo doveroso, principalmente come cittadina, portare all’attenzione dell’opinione pubblica la vicenda che sto attualmente vivendo in relazione all’insediamento della nuova Amministrazione cittadina e al mio rapporto di lavoro precario (sempre part-time, ultimamente di 20 ore settimanali), il quale si è protratto, solo con brevi interruzioni, per più di cinque anni, ovviamente con contratti a tempo determinato.
Già prima della scadenza dell’ultimo contratto, il 22 luglio scorso, ci siamo attivati con le colleghe e i colleghi presso la nuova Amministrazione, in particolare presso il Sindaco Stefano Lubrano, affinché i nostri contratti venissero prorogati o, una volta scaduti, fossero rinnovati quanto prima. Nelle varie occasioni d’incontro siamo stati rassicurati dal Sindaco che tutti saremmo stati richiamati al lavoro per ulteriori due mesi e perciò, nonostante le preoccupazioni che incalzano, abbiamo pazientato confidando che si mantenesse la parola data. Il 12 settembre, in occasione della seduta del Consiglio Comunale, insieme a delle colleghe abbiamo chiesto nuovamente al Sindaco notizie sui nostri contratti, preoccupate anche perché, da qualche settimana, circa una decina di colleghi sono stati richiamati al lavoro, senza che ci venisse nemmeno comunicato il criterio adottato in tale scelta, mentre noi (una ventina di lavoratori) siamo in questa snervante attesa che si protrae da quasi due mesi. Fatta presente la cosa, il Sindaco ci ha risposto che dovevamo aspettare che si approvasse il bilancio e la sua successiva variazione e che, visto che qualcuno, non sapeva chi fosse, aveva parlato in maniera impropria riguardo all’assunzione di quanti già richiamati al lavoro, si sarebbe preso il tempo che voleva (una velata minaccia?). Ma se anche qualcuno avesse parlato impropriamente, si specula su quella opportunità per penalizzare gli altri lavoratori? Costernati, ci siamo resi conto che era un imprenditore che parlava, e non l’Amministratore che anche io, votando, volevo indicare, perché la sua faccia mi ispirava fiducia e perché ho creduto alle sue promesse di lavoro e di rinnovamento (vedere anche lettera di presentazione inviata alle famiglie e pervenuta anche a me) e non pensavo certo, votandolo, di firmare la mia condanna a morte. Devo rilevare così che le sue parole si sono rivelate parole vuote, in quanto è tutt’ora inadempiente (vedere anche testimonianza dell’Avv. Elias Vacca). Faccio sapere, quindi, che, sollecitata dal comportamento stesso del Sindaco, che non ha onorato la sua parola, sarò costretta a sollevare il caso e ad interessare della vicenda i vari leaders nazionali di Centrosinistra, i quali si sono presi la briga di venire qui a garantire per lui, sperando così che riveda le sue posizioni nei confronti miei e degli altri lavoratori, per ristabilirsi così la condizione precedente. D’altronde, gli stiamo chiedendo di ristabilirci nel lavoro che avevamo, e non l’elemosina né tantomeno assistenzialismo.

Francesca Ariu (ex lavoratrice precaria presso il Comune di Alghero)
Commenti
12:11
La richiesta principale è quella di completare le assunzioni previste, scorrere le graduatorie degli idonei e permettere un utilizzo inter-amministrativo delle competenze già selezionate, evitando nuovi concorsi costosi e ritardati



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