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Red 12 settembre 2012
Federalismo demaniale, appello per l´Asinara
Il sindaco di Porto Torres propone di convocare sull´Isola-parco una riunione speciale dell´Anci Sardegna, luogo-simbolo delle difficoltà legate al mancato trasferimento dei beni demaniali


PORTO TORRES - Dall’Asinara potrebbe prendere il via la vertenza per il trasferimento dei beni demaniali agli enti locali. Il sindaco Beniamino Scarpa ha chiesto ufficialmente al presidente dell’Anci Sardegna di programmare una riunione sull’isola-parco, «luogo-simbolo delle difficoltà legate al mancato trasferimento dei beni demaniali».

«Durante la riunione dell’Anci Sardegna che si è svolta lo scorso 5 settembre a Bonorva è stato toccato il tema del trasferimento dei beni demaniali agli enti locali, che potrebbe diventare oggetto di una prossima vertenza tra Stato e Regione. Si tratta di un argomento particolarmente sentito dalla mia comunità. La città di Porto Torres – aggiunge Beniamino Scarpa – è emblema del disagio patito a causa del mancato trasferimento dei beni demaniali. Gli edifici e i terreni dell’Asinara, isola che ricade sotto il nostro Comune sono, infatti, in possesso principalmente della Regione Sardegna e di diversi enti governativi».

Il sindaco di Porto Torres sottolinea che «nel nostro territorio, che sta affrontando da diversi anni una grave crisi, c’è la necessità di creare nuova occupazione e nuovo sviluppo proprio grazie a un bene ambientale di grandissimo pregio come l’isola dell’Asinara. Perciò ho chiesto più volte il trasferimento dei beni demaniali dell’isola-parco al Comune di Porto Torres, ma non ho avuto riscontri positivi. L’intera comunità turritana e il Consiglio comunale condividono questa battaglia».

Il sindaco di Porto Torres propone, perciò, al presidente dell’Anci «di convocare nella mia città, sull’isola dell’Asinara, una riunione speciale dell’Anci Sardegna per organizzare in questo luogo-simbolo la vertenza sul trasferimento dei beni demaniali agli enti locali, evento che avrebbe un enorme valore per il tema fatto proprio e portato avanti dall’associazione».

Foto d'archivio
Commenti
5/5/2026
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4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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