La protesta non finisce nella Capitale dove dal vertice tra Governo e aziende l´unica notizia è il rallentamento della chiusura dell´impianto. Intanto oltre 400 operai dopo aver occupato la nave che li ha riportati ad Olbia per oltre due ore, sono arrivati a Cagliari
OLBIA - "Disposti a tutto": è l'urlo della protesta dei lavoratori Alcoa. Lo hanno scritto in uno striscione a 70 metri di altezza quando alcuni di loro per qualche giorno hanno "vissuto" sopra un silos; lo hanno stampato nelle loro maglie tutte uguali davanti al Ministero nel corteo di lunedì; ma soprattutto lo scandiscono a chiare lettere ribadendo il loro diritto al lavoro.
La protesta non finisce nella Capitale dove dal
vertice tra Governo e aziende l'unica notizia è il rallentamento della chiusura dell'impianto: le cellule, il cuore della produzione di alluminio, verranno spente gradualmente fino a novembre. Dall'altra parte si chiede un'accellerazione dei negoziati e l'esecutivo ha fatto sapere che a breve convocherà le multinazionali Glencore e Klesh, interessate a rilevare lo stabilimento di Portovesme.
Intanto oltre 400 operai, di ritorno da Roma, hanno occupato per oltre due ore la nave Tirrenia che li ha riportati nell'isola, annunciando un'iniziativa al giorno per sensibilizzare il Governo. La protesta sta proseguendo in queste ore a Cagliari: petardi e bombe di carta davanti al piazzale della Prefettura, dove è in programma la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza che sarà presieduto dal sottosegretario dell’Interno Carlo De Stefano. Una parte della delegazione nel corso della serata si sposterà verso il Consiglio regionale, dove il presidente Cappellacci riferirà della vertenza.
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