Inviata al Mise la manifestazione di interesse della multinazionale svizzera. L´altra notizia che tinge di giallo la vertenza è la possibilità di un altro pretendente venuto fuori solo dopo tre mesi
ROMA - Glencore ha rotto gli indugi nella serata di mercoledì e ha indirizzato al Ministero dello Sviluppo Economico la manifestazione di interesse della multinazionale svizzera. Per un esito positivo di una trattativa - il nuovo incontro al Mise sarà lunedì - ci sono da affrontare con urgenza tre questioni: le tariffe elettriche, le infrastrutture e l'efficientamento dell'impianto.
L'altra notizia che tinge di giallo la vertenza è la possibilità di un altro pretendente, 'riemerso' fra i gruppi precedentemente contattati: la società di commodities Klesch, con sede a Ginevra. «Evidentemente non è impossibile trovare interlocutori interessati all’acquisto di Alcoa». Così il presidente Ugo Cappellacci ha commentato le notizie riguardanti l’interesse della Klesh per l’acquisto dell’Alcoa di Portovesme.
«Poiché risulta – ha evidenziato Cappellacci- che questo interesse, reso noto soltanto oggi da fonti vicine all’esecutivo, in realtà risale all’8 giugno, viene da chiedersi chi avesse la lettera inviata dalla Klesch, chi si sia assunto la responsabilità di tenerla in un cassetto e di rendere nota la situazione solo tre mesi dopo e per quale motivo non sia stata considerata degna di attenzione finora. Su questi punti pretendiamo che si faccia piena chiarezza perché, secondo le risposte che saranno date agli interrogativi formulati, si dovranno rivedere gli accordi, anche con riferimento alla procedura di spegnimento delle celle».
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