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Red 4 settembre 2012
Aumenta il patrimonio boschivo
Approvato il programma di ripartizione delle risorse finalizzate all’aumento del patrimonio boschivo pari a complessivi 19 milioni di euro, stanziati con la legge regionale n. 6 del 15 marzo 2012


CAGLIARI - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Difesa dell’Ambiente, Giorgio Oppi, ha approvato il programma di ripartizione delle risorse finalizzate all’aumento del patrimonio boschivo pari a complessivi 19 milioni di euro, stanziati con la legge regionale n. 6 del 15 marzo 2012, che sono stati così suddivisi: 10 milioni di euro ai 30 Comuni che erano già beneficiari nel triennio precedente di contributo, ripartiti in funzione del numero di abitanti, superficie, presenza di forme gravi di deindustrializzazione, cave, impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani o di produzione di energia da fonte fossile.

I restanti 9 milioni di euro ai Comuni che ne hanno fatto richiesta secondo quanto previsto dall’apposito avviso, pubblicato sul sito della Regione, e che abbiano subito una riduzione occupazionale nel campo della forestazione superiore a 5 unità.

Per i Comuni aventi diritto, la ripartizione dei 9 milioni di euro è stata effettuata in funzione della diminuzione degli occupati nel settore della forestazione negli ultimi dieci anni e dell’estensione delle aree, pubbliche o private del territorio comunale, concesse nell’ultimo decennio all’Ente Foreste o agli ispettorati ripartimentali. Non vengono finanziati i Comuni che negli ultimi anni hanno beneficiato dei contributi per gli interventi di aumento, manutenzione e valorizzazione del patrimonio boschivo ricadenti nel precedente comma.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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