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Red 31 agosto 2012
Meletti: gesto estremo ma necessario
Di seguito l´intervista esclusiva pubblicata da pubblicogiornale.it


Stefano Meletti, di Gonnesa, 48 anni di cui 24 passati nella miniera della Carbosulcis, è l’operaio e leader sindacale della Uil che mercoledì si è tagliato il polso davanti alle telecamere dei giornalisti convocati nelle gallerie per una conferenza stampa a 400 metri sotto il suolo, accanto a quasi 700 chili di esplosivo. Arrivato all’ospedale della vicina Carbonia privo di conoscenza, i medici gli hanno ricucito il braccio con dieci punti. Ieri era a casa, a riposo, con sua moglie e i suoi due figli. E proprio per tutelare la sua famiglia non voleva rilasciare interviste. “Non porto il lavoro tra le mura di casa, qui ci sono i bambini”, spiega. Ma trova ugualmente cinque minuti per spiegare le ragioni che l’hanno portato a compiere il suo drammatico gesto.

Innanzi tutto, come si sente Meletti?
Meglio, grazie.

I suoi colleghi la descrivono come una persona pacata, sempre pronta al ragionamento. Un paciere che calma gli animi in momenti di tensione. Invece ieri ha perso la testa e si è ferito con un coltello davanti alle telecamere. Come mai?
La verità è molto complessa. È un gesto estremo che rappresenta la necessità di rispetto che merita un lavoratore. Quando togli un posto di lavoro, togli la vita. Ognuno ha i propri interessi e per ciascuno, di norma, coincide con l’assicurare una vita dignitosa alla propria famiglia, con l’assicurare delle prospettive ai propri figli. Togliendo il lavoro a un operaio si toglie il futuro ai suoi figli. Sono una persona serena e riflessiva però quando mi metto i panni da minatore ho una certa buona dose di determinazione, di ‘pazzia intelligente’, come quella propria di un uomo che deve difendere il suo posto di lavoro. Il mio, poi, è particolare e ci sono affezionato. Non potrei nemmeno immaginarne un altro, qui nel Sulcis.

Se lo aspettava il messaggio di solidarietà del presidente Napolitano?
Questo non fa piacere solo a me ma fa piacere a tutti i minatori. Quando si compiono gesti come il mio, non lo si fa per avere un appoggio esterno, tantomeno quello autorevole del Presidente, che rappresenta l’Italia e, dunque, anche il mondo del lavoro. Dall’alto della sua esperienza politica Napolitano capisce la crisi che stiamo soffrendo.

Nella sua nota, il capo dello Stato fa riferimento all’esigenza di trovare “soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitività internazionale”. Insomma, adombrava la possibilità che la soluzione che verrà trovata non sarà quella che proponete voi.
Io non so esattamente cos’abbia detto, il messaggio mi è stato solo riferito, ma posso assicurare una cosa: a oggi un progetto c’è, ed è quello nostro: lo stoccaggio nelle gallerie di Nuraxi Figus dell’anidride carbonica prodotta dalla combustione del carbone che andremo ad estrarre. Le possibili alternative me le devono spiegare, ma devono essere degli esperti a dare dei giudizi di fattibilità, dei tecnici, non dei politici. In Italia il disamoramento nei confronti della politica è forte. Ed è così anche per noi: non crediamo alle dichiarazioni, anche se provengono da un sottosegretario (il riferimento è a De Vicenti, che aveva parlato di non fattibilità del progetto ma che, in ogni caso, gli operai non saranno lasciati soli, ndr). Però voglio anche sottolineare un altro aspetto.

Prego…
Si è parlato molto della presenza con noi di Mauro Pili (il deputato del Pdl, ex sindaco di Iglesias ed ex presidente della Regione, ndr), del fatto che la sua azione sia strumentale. Beh, non tutti i parlamentari lavorano per il territorio. Da lunedì è sceso con noi in miniera, sta con noi, parla con noi e poi rappresenterà la nostra situazione in Parlamento. Lui forse può cercare di influenzare il Governo.

Però i politici in questi vent’anni non hanno fatto molto. Lo si sapeva da tempo che la Carbosulcis produceva in perdita, che una soluzione alternativa alla produzione di carbone andava trovata.
Il futuro della Carbosulcis passa attraverso la privatizzazione, attraverso un progetto di dimensioni “interessanti”.

Ma il carbone di Nuraxi Figus non è di buona qualità a causa dell’alta concentrazione di zolfo
È una stupidaggine. Lo zolfo è difficile da trattare in impianti convenzionali ma con quello che stiamo proponendo si può ‘catturare’ dal carbone e mettere in commercio. C’era un progetto simile elaborato nel 2000, ottenne anche la valutazione positiva dal ministro dell’Ambiente Edo Ronchi. Poi, com’è avvenuto spesso, non se ne fece più niente.

Perché?
Quando le forze in campo sono forti, un progetto passa. La classe politica sarda non è stata incisiva.

E il vostro movimento operaio e sindacale non ne ha fatto errori?
Sì, uno: siamo stati troppo fiduciosi nei confronti della politica. Ecco perché poi le situazioni esplodono.

Cosa farete se dalla riunione di domani al Ministero dello Sviluppo economico arrivassero notizie negative?
Lo decideremo domani tutti assieme.

Come tutti assieme, ci sarà anche lei? Non le hanno ordinato riposo?

Domani mattina alle 4 io sarò in miniera col mio solito zainetto in spalla e il mio caschetto.
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12:11
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