Il presidente Cappellacci chiede al Governo di fare la sua parte nella riqualificazione del progetto sulla miniera dove da sei giorni gli operai protestano sotto terra a meno 400 metri
ALGHERO - «La sostenibilità tecnica, economica e finanziaria del progetto integrato Ccs Sulcis non è frutto della fantasia né di iniziative improvvisate della Sardegna, ma è prodotto del lavoro di un comitato tecnico Governo - Regione, istituito dal Governo e che per oltre un anno ha lavorato e ha ottenuto il via libera del Ministero di cui De Vincenti è sottosegretario, in attuazione di una legge nazionale approvata dal parlamento nel 2009».
Così il presidente Cappellacci replica alle affermazioni del sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti. «Ricordo inoltre – ha osservato Cappellacci - che il valore del progetto va ben oltre la salvaguardia della realtà esistente e degli attuali posti di lavoro e rappresenta un investimento innovativo con elevate componenti di ricerca avanzata che renderebbero l’Italia leader nel campo della cattura e dello stoccaggio della CO2».
Per questo sostiene Cappellacci ci sarebbero «le nuove risorse investite per il territorio del Sulcis per aprire anche nuove opportunità di impresa e di occupazione, pari a 127 milioni sono costituite da fondi Fas 2012, che si aggiungono a quelle già programmate per un totale di 350 milioni». La Regione fa la sua parte con impegno e azioni concrete - conclude Cappellacci che chiede al Governo che ruolo intende giocare: «Quello di un ragioniere che amministra l’esistente o di uno statista che pensa al futuro e alle prossime generazioni?».
Nella foto: Ugo Cappellacci
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