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S.A. 14 agosto 2012
«Porto Torres e il Sulcis come l´Ilva»
«Non ci possono essere corsie preferenziali per le bonifiche ambientali»: è l´appello del deputato sardo Mauro Pili intervenuto nell´audizione del ministro dell´Ambiente, Corrado Clini, sul caso di Taranto


PORTO TORRES - «Non ci possono essere corsie preferenziali per le bonifiche ambientali, Portotorres e il Sulcis sono nelle stesse condizioni dell’Ilva di Taranto e devono essere immediatamente avviate». Nell'audizione di stamane (martedì) del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, il deputato sardo Mauro Pili chiede al Governo di intervenire nei siti sardi.

«Non si può affrontare la questione ambientale – ha detto Pili - solo con i condizionamenti della magistratura. Occorre una pianificazione organica degli interventi e questi non possono essere concentrati solo in determinate aree del Paese come l’Ilva di Taranto». In aula il deputato ha ricordato «che la situazione di Porto Torres ha raggiunto gravissimi livelli di guardia e, così come capita all’Ilva, i soggetti preposti alle bonifiche non fanno altro che sfuggire alle proprie responsabilità e impugnano, per perdere tempo, ogni provvedimento che gli impone interventi urgenti e improcrastinabili».

Quella delle bonifiche è una materia di «competenza tutta statale» e va ripartita è il monito di Pili: «Lo stanziamento di 336 milioni di euro per l’Ilva deve risultare da un quadro di riparto oggettivo delle risorse e non da una estrapolazione contingente che rischia di escludere casi emergenziali gravi quanto, se non di più, della stessa Ilva, come, appunto quelle del Sulcis e Portotorres».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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