Il consigliere regionale di Sel-Sinistra Ecologia Libertà interviene sull’argomento, sottolineando come «nessun licenziamento potrà essere tollerato tra i lavoratori Csl e Cesil»
CAGLIARI - «La Giunta avrebbe approvato con Delibera n. 33/10 del 31 luglio 2012 un Disegno di Legge concernente il riordino dei servizi per l’impiego nel territorio regionale. Il Disegno di legge purtroppo non è scaricabile. Non possiamo quindi esprimere un giudizio su una proposta sconosciuta. Certamente non possiamo attendere un iter prolungato di esame della materia per intervenire in questa fase transitoria, in parte complicata dalla recente sentenza della Corte Costituzionale finalizzata a dimezzare lo stanziamento ordinariamente assicurato dal 2008 alle Province per il funzionamento dei servizi del lavoro e di inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati, oltre che per le attività delle agenzie per lo sviluppo locale».
Questo l’incipit della dichiarazione sull’argomento di Luciano Uras, consigliere regionale di Sel-Sinistra Ecologia Libertà. «Per capire gli effetti della predetta sentenza è stato richiesto un parere all’area legale della Regione. Infatti come tutti sanno il comma 3 dell’art.1 della L.R. 11/2012, a seguito delle consultazioni referendarie, ha stabilito che in attesa del riordino del sistema delle autonomie locali in Sardegna, gli organi provinciali in carica assumono in via provvisoria, e sino al 28 febbraio 2013, la gestione delle funzioni amministrative attribuite alle otto province che sono soppresse all'esito dei referendum del 6 maggio 2012 e quindi, in Sardegna, private delle loro originarie attribuzioni. Tutto questo deve avvenire senza interrompere, neppure per un’ora, i servizi del lavoro in una regione da disoccupazione record, oltre il 16percento, con 20mila cassa integrati e lavoratori in mobilità in deroga. Ecco perché nessun licenziamento potrà essere tollerato tra i lavoratori “Csl” e “Cesil”. Piuttosto vanno ricontrattualizzati anche quelli della ex Provincia di Sassari, se occorre con un intervento sostitutivo della Regione».
«Bisogna che tutti prendano atto di una realtà modificata integralmente. Va ridefinito il sistema dei servizi per il lavoro che opera con personale impiegato in modo precario ormai da oltre otto anni, senza un progetto articolato e puntuale a causa delle insufficienze dell’Assessorato Regionale del Lavoro. Va ribadito che la Sardegna ha diritto alle politiche del lavoro come le altre regioni italiane, che i lavoratori precari dei Csl, Cesil e agenzie di sviluppo hanno diritto ad essere stabilizzati tramite un concorso aperto che tenga conto dell’esperienza maturata in questi 8 anni di servizio. Va inoltre ribadito con norma che la Regione, in questa fase, opera con strumenti provvisori perché deve riallocare i servizi per il lavoro a suo tempo attribuiti alle Province frettolosamente soppresse in Sardegna, e già radicalmente trasformate dalle leggi dello Stato», conclude il consigliere Uras.
Nella foto: Il consigliere regionale Luciano Uras
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