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Red 3 luglio 2012
Maria Pia: acque balneabili, giovedì vertice
L´anomala colorazione delle acque di Maria Pia causata dallo sversamento di poderose quantità di reflui nella laguna del Calich inizia a far davvero paura. Molti organi d´informazione - anche nazionali - hanno puntato gli occhi su un disastro annunciato da tempo


ALGHERO - Dall'Arpas arrivano segnali confortanti in merito alla balneabilità delle acque ricomprese tra l'Ospedale marino e Fertilia, ma la situazione rimane delicatissima. La "marea gialla" causata dallo sversamento di poderose quantità di reflui nella laguna del Calich inizia a far davvero paura (questo è il terzo anno che il fenomeno è in atto), con molti organi d'informazione - anche nazionali - che hanno puntato gli occhi su un disastro annunciato da tempo.

«Possiamo rassicurare i turisti che sono già ad Alghero e che arriveranno che le acque sono sicure» ha ribadito ieri il primo cittadino Stefano Lubrano all'Ansa. Intanto giovedì prossimo dovrebbe tenersi un primo vertice in Comune a Sant'Anna con tutti i soggetti interessati - da Abbanoa al Consorzio di Bonifica della Nurra, passando per Provincia e Regione Sardegna. Ognuno dovrà assumere ruoli per un intervento immediato, ha ribadito il sindaco di Alghero.

Basta prese in giro alla città. L'annuncio dell'assessore regionale ai Lavori Pubblici della regione Sardegna, Angela Nonnis, è solo l'ultimo tassello di una serie infinità di false verità - è dal 2010, infatti, che i vari politici continuano a trattare l'argomento con superficialità disarmante. Dal febbraio 2009 i reflui continuano ad essere veicolati ininterrottamente sul Rio Filibertu, in direzione Calich, nonostante i numerosi annunci tendenti a rassicurare, furbescamente, un'opinione pubblica sempre più coscienziosa e irritata. Sarebbe ora insomma, che si pesassero le dichiarazioni a mezzo stampa e soprattutto che si adottassero soluzioni studiate nell'interesse della comunità.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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