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Red 30 giugno 2012
Bandiera bianca per Alghero
«Subito la soluzione al disastro ambientale che la comunità algherese e la Sardegna intera non meritano». Così Carlo Mannoni interviene in merito alla drammatica situazione che investe la costa algherese


ALGHERO - Si ripete il grave fenomeno della "marea gialla" sul litorale algherese per il terzo anno consecutivo, e da tre anni a questa parte non c'è stata alcuna misura significativa per la sua soluzione: così Carlo Mannoni, ex assessore regionale ai Lavori Pubblici algherese (come lo stesso Mannoni si sente ndr), che già un anno or sono aveva scritto sulla delicata questione che investe il Calich e il futuro turistico della città [LEGGI].

«Nessuna soluzione dall'Amministrazione comunale di allora che ha guidato e gestito in modo superficiale la realizzazione del nuovo depuratore, aggirando le norme sulla Valutazione di Impatto ambientale e rinunciando al "principio di precauzione" che se osservato avrebbe consigliato ben altra localizzazione dell'impianto».

«E neanche dalla Regione - precisa con fermezza Carlo Mannoni - che, tramite l'Autorità di Bacino che opera presso la Presidenza della giunta regionale, avrebbe dovuto intervenire in qualità di organo di governo con misure adeguate già da due anni fa, e non lo ha fatto». Eppure Alghero avrebbe voce per essere ascoltata esprimendo un consigliere regionale di maggioranza e due di minoranza, sottolinea l'ex assessore, che si augura ora che la Regione, «opportunamente sollecitata dalla nuova amministrazione comunale, avvii e concluda in tempi ristretti (non più di tre mesi) lo studio di un "Piano di bacino" per Alghero che contenga la soluzione al disastro ambientale che la comunità algherese e la la Sardegna intera non meritano».

Nella foto: Carlo Mannoni ad Alghero
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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