Alla Cormorano marina riunione elettorale con i candidati alle prossime amministrative
PORTOTORRES – Nel 1993 è stato l’agone della politica italiana facendo pensare ai più che sarebbe stato il primo premier della seconda repubblica, cosiddetto sindaco d’Italia. La sua azione politica, favorita da eventi particolari, diede una pesante spallata al consociativismo partitico, dando luce ad una nuova stagione riformista, di cui ancora se ne cerca un pieno compimento. Con Sergio Mattarella (noto per la riforma di legge elettorale che traviò il nome in “Mattarellum”), accellerò con lo strumento referendario quel processo d’aggregazione politico tanto in voga, quanto discusso. Il “bipolarismo” che nelle forme più trattate e personalizzate della politica italiana, ancora è lontano dalle forme classiche anglo americane, più vicino al bipartitismo, tanto amato quanto boicottato, ha avuto se non altro, il merito non trascurabile di dare più continuità legislativa o stabilità di governo, almeno alle amministrazioni locali. Dopo oltre dieci anni, molti dei quali consumati alla ricerca dell’accordo più ampio sulla via che quelle riforme, compatibili con la Carta Costituzionale Repubblicana, l’ispiratore di quel processo innovativo, continua con rinnovata convinzione la proposta di quel modello riformista (termine sin troppo abusato negli ultimi tempi). Prendendo parte alla prossima tornata elettorale amministrativa, Mariotto Segni ha presentato a Portotorres, venerdì 29 aprile, in un’assemblea cittadina al porto commerciale, in una calda mattinata di primavera, i candidati in lizza. Insieme con lui, Gavino Cassano, consigliere regionale dei Riformatori, ha presentato il candidato presidente alla nuova Provincia di Sassari, Stefano Poddighe, leader della coalizione di centrodestra. Al tavolo della conferenza i candidati espressi dall’alleanza di cartello cittadina. Mauro Deriu candidato al consiglio della Provincia per i Riformatori ed Antonio Chessa aspirante consigliere comunale a Portotorres, iscritto nelle lista civica Città Vera. La consolidata esperienza imprenditoriale tramandata dalla generazione paterna e un know own moderno e flessibile che è valso la nomine ad importanti associazioni di categoria (presidenza Promin e vice presidenza camera commercio Sassari), sono le credenziali che presentano Stefano Poddighe. Nelle ragioni per il suo voto, la trasparenza di un prima assoluta assunzione di responsabilità nelle istituzioni politiche e l’impegno a non produrre commistioni fra politica ed imprenditoria. “Una miscela esplosiva”, giudicata dal giovane costruttore sassarese. Sulla scia dell’impegno per la tutela dell’esistente, le tremila buste paga del petrolchimico, l’interevento di Deriu, tecnico di manutenzione nell’indotto Enichem alla zona industriale. Un impegno per la cultura della città, decaduta e malamente bistrattata, la chiamata per Antonio Chessa. Cinquanta anni, venti dei quali trascorsi nella segreteria sassarese DC, a servizio del volontariato cattolico. La sua adesione all’alleanza elettorale di centro, composta di sei liste, guidata dal candidato sindaco Tonino Tanda, giustifica la possibilità d’essere riformista guardando al centro, evitando contrapposizioni estreme che troppo spesso hanno prodotto rissosità controproducenti al benessere cittadino. Al termine dell’assise chiedo all’On. Segni, un suo parere alla luce della sua intervista sul Corsera di ieri, circa le ipotesi di primarie nella CDL nazionale. “…Una gran bella cosa, cui non sono interessato…” E sul ventilato ritorno al proporzionale? “…Una follia…scellerata !…”. Utile ricordare il consiglio di Gavino Cassano che cita De Gasperi: “Votate quelli che promettono di meno…”
Nella foto: M. Segni con i candidati alle amministrative
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