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Red 14 giugno 2012
Diserbanti a due passi da Baratz
Denuncia delle associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra al Sindaco di Sassari, all’Arpas e alla Provincia di Sassari


ALGHERO - Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, hanno inoltrato (14 giugno 2012) una richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti al Sindaco di Sassari, all’Arpas e alla Provincia di Sassari, in seguito alle segnalazioni di residenti e gestori di attività produttive preoccupati per l’impiego di prodotti ad azione diserbante potenzialmente pericolosi per l’ambiente, per le risorse idriche, per le colture, per le attività di allevamento e, conseguentemente, per la salute dell’uomo, utilizzati per la pulizia delle cunette e aree di rispetto della strada provinciale localizzata a pochi chilometri dal Lago di Baratz, in Comune di Sassari, e in prossimità di diversi campi destinati all’attività agricola.

L’utilizzo di sostanze diserbanti, infatti, prevede specifiche modalità di esecuzione, relativamente sia alla sicurezza dell’operatore che provvede alla distribuzione sia all’area da sottoporre a trattamento (che andrebbe opportunamente delimitata, in modo da evitare qualunque contaminazione nei confronti di persone non adeguatamente protette o animali) ed in caso di distribuzione in aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, quali corsi d’acqua o pozzi, dovrebbe essere predisposta ed osservata una opportuna fascia di rispetto (ai sensi dell’art. 94, comma 4°, lettera c) del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Il medesimo codice dell’ambiente, inoltre, pone divieti di scarico sul suolo, sugli strati superficiali del sottosuolo, nelle acque sotterranee e nelle acque superficiali (artt. 103 – 105 d.lgs. 152/2006 e s.m.i.) e prevede sanzioni amministrative e penali nei confronti di chi violi le indicate prescrizioni (art. 133 e 137 del d.lgs. 152/2006 e s.m.i.). Le associazioni Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra auspicano un solerte intervento delle amministrazioni competenti a tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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