Fenomeno non nuovo per la laguna di Alghero, in stretta correlazione con la "marea gialla" sul litorale di Maria Pia. Le immagini di Alguer.it. Balneari in allerta
ALGHERO - Un tappeto verde da qualche giorno ha coperto una discreta parte dello specchio d’acqua della laguna del Calich. Un “bloom algale” in progressivo aumento, ovvero una proliferazione abnorme di alghe che si è scatenata nella laguna, complice l'innalzamento delle temperature: un fenomeno non nuovo, alla cui formazione contribuisce un carico eccessivo di nutrienti, in particolare nitrati e fosfati, che aumentano il grado di eutrofizzazione delle acque. Il fenomeno - aumentato con l'entrata in funzione del nuovo depuratore della città di Alghero, che dal febbraio 2009 continua a scaricare enormi quantità di reflui sul Rio Filibertu (affluente del Calich) - sarebbe in relazione all'ormai famosa "marea gialla" tipica dei periodi primaverili-estivi lungo la costa di Maria Pia.
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano?
Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare
Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13