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S.A. 16 marzo 2012
Bonifiche urgenti a Porto Torres: convenzione
Verranno caratterizzate e messe in sicurezza tutte le aree pubbliche presenti, tra le quali: il depuratore, la discarica consortile e le aree di competenza Casi, il Centro Intermodale Regionale, le aree agricole, i tratti terminali dei torrenti Riu Mannu e Fiume Santo


ROMA - E’ stato firmata a Roma presso il Ministero dell’Ambiente la convenzione per gli interventi di caratterizzazione e messa in sicurezza d’urgenza delle aree del consorzio industriale di Sassari. La firma della convenzione è conseguente all’Accordo di Programma, voluto dall’assessore Giorgio Oppi sottoscritto in data 22 settembre 2009, tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Autonoma della Sardegna, la Provincia di Sassari, il Comune di Porto Torres, il Comune di Sassari “per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale di Aree industriali di Porto Torres”. urgenti

La convenzione firmata dal Ministero dell’Ambiente, dall’Assessorato dell’Ambiente della Regione Sardegna, dal Comune di Porto Torres e dal consorzio industriale di Porto Torres-Sassari, rappresenta un ulteriore tassello per garantire l’utilizzo delle aree pubbliche del consorzio per un nuovo sviluppo artigianale e industriale. L’assessore Oppi sottolinea che con un intervento di un milione e 900 mila Euro, verranno caratterizzate e messe in sicurezza tutte le aree pubbliche presenti tra le quali il depuratore, la discarica consortile e le aree di competenza Casi, il Centro Intermodale Regionale, le aree agricole, i tratti terminali dei torrenti Riu Mannu e Fiume Santo.

La strategia di indagine prevista consiste nella suddivisione dell’area consortile in 5 sub aree che tiene conto della tipologia di aziende ubicate nell’area; per ciascuna di tali subaree viene fornita la suddivisione in lotti, l’elenco delle attività produttive con particolare riguardo ai “centri di pericolo”, l’assetto idrogeologico e lo stato di contaminazione delle matrici ambientali, per quanto consta alla luce delle indagini già svolte. L’intervento mediante la suddivisione in sub aree, permetterà, una volta caratterizzate, di liberarle, per la successiva assegnazione agli artigiani locali in funzione della creazione di nuovi posti di lavoro.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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