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S.A. 23 novembre 2011
Discarica abusiva sequestrata ad Olbia
Sequestrata una discarica abusiva nella zona di Poltu Quadu soggetta a vincolo paesaggistico. Sotto sequestro anche un rudere occupato saltuariamente da senza-tetto


OLBIA - Una discarica abusiva è stata sequestrata martedì mattina ad Olbia, nella zona di Poltu Quadu. L’attività è stata condotta dal personale della Motovedetta d’Altura, classe 800, “Principato” che aveva ricevuto numerose segnalazioni da privati cittadini sulla presenza di materiali dismessi.

Richiesto l’intervento anche del personale del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Sassari, i militari giunti sul posto hanno trovato rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in quantitativi ingenti: materassi, vecchie cucine a gas, reti di ferro, ciclomotori demoliti ed altro. Il posizionamento disordinato dei cumuli di rifiuti, inoltre, ha determinato l’ostruzione di un vicino canale per la raccolta ed il deflusso verso il mare delle acque meteoriche, con conseguente forte mutazione morfologica del territorio ed allagamento del terreno circostante e con tracimazione dei rifiuti stessi.

Nella stessa zona è stato, poi, individuato e posto sotto sequestro un rudere che in passato è stato impiegato come abitazione da parte di soggetti senza fissa dimora, in condizioni-igienico sanitarie pessime. Gli ulteriori approfondimenti condotti, peraltro, hanno permesso di determinare che la zona interessata alla discarica, di proprietà demaniale, è soggetta a vincolo paesaggistico dell’Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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