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Red 29 ottobre 2011
Calich, Daga: «basta chiacchiere»
E´ il commento dell´assessore provinciale all´ultima decisione del sindaco Tedde di convocare una "consulta" per risolvere i problemi dello stagno del Calich di Alghero


ALGHERO - «Prendo atto con piacere che anche il Sindaco riconosce che dalla gestione del depuratore, da lui stesso voluto con energia (e inaugurato a più riprese) collocato in quel discutibile sito, approvato con una non proprio ortodossa procedura amministrativa, probabilmente monco di necessarie opere per uno smaltimento corretto dei reflui, siano sorti problemi che hanno causato danni enormi all'immagine della citta ed alla sua economia. Non è dato comprendere con quale proposta operativa il comune di Alghero e quindi il Sindaco vadano a tale "Consulta" come si suol dire a "tema aperto". In quest'ultimo caso la "consulta" servirebbe solo a fare, mi si scusi l'espressione forte, "gazzosa" ed a prendere tempo, il che porterebbe a coprire le responsabilità politiche amministrative e contabili di chi ha voluto e gestito l'opera».

Così l'assessore provinciale e consigliere comunale del partito democratico Enrico Daga, all'indomani della decisione del sindaco di Alghero Marco Tedde di convocare tutti gli enti preposti alla gestione della laguna del Calich a Sant'Anna. Per quale motivo il Sindaco non investe della questione il Consiglio Comunale - domanda Enrico Daga - e propone a tale organo democratico le soluzioni tecniche e politiche per superare l'attuale situazione.

«Inoltre - continua il consigliere - per manifestare con chiarezza che il Comune è interessato a scovare e perseguire chi ha causato alla città così ingenti danni di immagine e di conseguenza economici, perché non chiedere ad ogni istituzione competente, comprese la magistratura ordinaria e quella contabile, un autorevole intervento, al fine di fare chiarezza sulle eventuali responsabilità penali e amministrative». «E ciò - conclude Enrico Daga - nell'interesse di chi amministra, e della città in generale. Procedimenti tutti che, ovviamente, darebbero il segno inequivocabile di una attiva partecipazione del Comune di Alghero a fianco degli operatori economici, ed in rappresentanza di tutti i cittadini che vogliono con determinazione che sul punto si faccia chiarezza e che sono stanchi di chiacchiere».

Nella foto: Enrico Daga e Marco Tedde
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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