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S.A. 12 luglio 2011
Calich, ecosistema a rischio: convegno
Il centrosinistra cittadino chiama a raccolta cittadini, esperti, associazioni, forze politiche, economiche e sociali, operatori, sul problema dell´ecosistema del Calich


ALGHERO - “Calich: ecosistema a rischio”: è questo il tema dell’incontro-dibattito aperto a tutti che si terrà venerdì 15 luglio, con inizio alle ore 19, al Chiostro di San Francesco di Alghero. Il centrosinistra cittadino chiama a raccolta cittadini, esperti, associazioni, forze politiche, economiche e sociali, operatori. L’obiettivo è quello di fare chiarezza ed arrivare quanto prima a soluzioni strutturali.

I consiglieri regionali Mario Bruno e Carlo Sechi, gli esperti Toni Torre, Gianni Piredda, Enrico Muttoni, il direttore del Parco di Porto Conte Vittorio Gazale e il segretario di Legambiente Luciano Deriu animeranno gli interventi che precederanno il dibattito arricchito, tra l’altro, da altri qualificati tecnici, da esponenti di forze economiche politiche e sociali e dai consiglieri comunali di minoranza.

Previsti interventi di dirigenti del Consorzio di Bonifica della Nurra e di operatori del settore ricettivo e balneare. Secondo il centrosinistra è necessario uno studio approfondito per un progetto risolutorio alternativo al Calich. Un emendamento alla finanziaria di 1 milione di euro, firmato Mario Bruno e Carlo Sechi, per studi e bonifiche sul Calich, è stato bocciato dal centrodestra.

«Occorre - dicono dal centro-sinistra - al più presto coordinare un'azione che deve vedere Regione, Provincia, Arpas, Abbanoa, Agris, Comune di Alghero, Consorzio di Bonifica, Parco di Porto Conte, impegnati nella ricerca di una soluzione, alternativa al Calich, capace di riportare il compendio spiaggia-laguna al suo naturale equilibrio ambientale. Il Convegno ha l’obiettivo di costringere la Regione a mettere tutti attorno ad un tavolo per trovare subito la soluzione».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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