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S.A. 8 giugno 2011
Nuove guardie eco-zoofile a Porto Torres
Sessanta volontari si occuperanno di sensibilizzazione, prevenzione, repressione, tutela e controllo in materia ambientale


PORTO TORRES - Una nutrita pattuglia di operatori ambientali volontari dell’associazione Aispava, composta da circa sessanta persone, ha giurato martedì mattina in sala Consiglio davanti al sindaco Beniamino Scarpa, all’assessore all’Ambiente, Davide Tellini, e all’assessore alla Polizia Locale, Caterina Satta. I volontari si occuperanno di sensibilizzazione, prevenzione, repressione, tutela e controllo in materia ambientale.

«La vostra attività – ha detto il sindaco Beniamino Scarpa – ci aiuterà a dare seguito alle recenti ordinanze sul decoro urbano. Riceverete le direttive dell’assessorato all’Ambiente e della Polizia Locale, per combattere tempestivamente i fenomeni di degrado in città». Le guardie eco-zoofile che svolgeranno servizio in pianta stabile a Porto Torres saranno circa una ventina, che saliranno a cinquanta in occasione dei Grandi Eventi.

«I volontari Aispava – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente, Davide Tellini – dovranno lavorare di concerto con le associazioni che già operano da tempo a Porto Torres, la Compagnia Barracellare e il Cisom, e con la Polizia Locale. Sarà avviata un’azione di tutela e monitoraggio di parchi, giardini e piazze, luoghi frequentati da bambini e famiglie, che devono essere oggetto di attenzioni particolari». Le guardie dell’Aispava si occuperanno inizialmente di sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata e cercheranno di frenare il fenomeno delle discariche abusive. Sarà intensificata anche la lotta al randagismo e verrà tenuto sotto stretto controllo il fenomeno dell’abbandono delle deiezioni canine da parte dei proprietari degli animali.

Nella foto: le guardie zoo-file
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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