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Red 21 aprile 2011
Un bacino per salvare Baratz
Verrà illustrato nel dettaglio l´intervento proposto dal Comune di Sassari per prelevare le risorse idriche presenti nella falda del rio dei Giunchi e realizzare un bacino di presa per alimentare il lago


ALGHERO - Sarà presentato al pubblico il prossimo 27 aprile il progetto “Interventi urgenti per l'alimentazione supplementare del lago di Baratz” e il relativo studio di impatto ambientale. Verrà illustrato nel dettaglio l'intervento proposto dal Comune di Sassari per prelevare le risorse idriche presenti nella falda del rio dei Giunchi e realizzare un bacino di presa per alimentare il lago. Nel corso dell'incontro i cittadini potranno anche presentare osservazioni o fornire elementi che saranno acquisiti agli atti da parte del funzionario del Servizio Savi.

Quello dell'abbassamento del livello dell'acqua nel Lago di Baratz è un problema presente da qualche anno, che ultimamente ha interessato le autorità d'ambito preposte alla salvaguardia dell'unico lago naturale presente nel nord dell'Isola.

Dopo numerosi studi e l'interessamento dell'assessorato regionale della Protezione dell'Ambiente della Regione, i ricercatori della Facoltà di Agraria di Sassari aveva convenuto sulla necessità di attingere acqua da una vasca a monte del lago. Oltre al trasferimento di acqua dolce attraverso altre fonti, altri studi interessano il Piano di gestione della risorsa idrica, atto dovuto in presenza di un Sito d’interesse Comunitario, corredato da un apposito disciplinare sugli usi idrici; uno studio specifico del Bacino, da portare avanti col supporto del Parco Geominerario della Sardegna; la realizzazione da parte del genio Civile di una mappa dettagliata dei punti autorizzati di prelievo idrico.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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