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A.B. 15 aprile 2011
«Quirra: Costruiamo un’alternativa!»
L’argomento sarà discusso domani, sabato 16 aprile, nel corso di un dibattito organizzato a Ballao dalla Provincia di Cagliari


CAGLIARI - Un dibattito sul Poligono di Salto di Quirra. E’ quanto ha organizzato la Provincia di Cagliari per domani, sabato 16 aprile, dalle ore 10 alle ore 13, a Ballao, nelle sale della Casa Olla. Tra i partecipanti, il presidente della Provincia Graziano Milia, diverse associazioni che si occupano del problema del Poligono, i sindaci del territorio, tecnici ed esperti che illustreranno nuove ipotesi per un diverso utilizzo dell’intera area.

L’intento è propositivo: «sotto il profilo militare, dinanzi ad una eventuale dismissione del Poligono, è doveroso interrogarsi sul futuro del territorio, preventivando una possibile riqualificazione produttiva e alternativa dell’intero compendio, anche perché allo stato attuale non si possono ignorare i riflessi e condizionamenti occupazionali, diretti e indirettii (la presenza del Poligono viene da molti vista come una sorta di industria da salvaguardare)».

Gli organizzatori, spiegano come sia certo, «che per l’intera area va prevista e attuata una seria bonifica ambientale, che già da sola stimolerà investimenti consistenti da parte dello Stato. Anche perché non si può negare l’oggettivo inquinamento, a diversi livelli, del territorio, con conseguente livello di rischio per la salute umana. Chi è pratico del territorio non rischia di essere smentito quando sostiene che la superficie dei terreni è in buona parte compromessa da innumerevoli esplosioni e dall’abbandono di bossoli, missili inerti, mezzi dismessi di ogni genere, sagome di bersagli di diverso materiale, rifiuti, etc. Basta pensare solo alle ingenti quantità di piombo delle munizioni esplose che risultano sparse su migliaia di ettari».

«Vorremmo impostare una seria e proficua discussione - ha detto Stefano Lai, delegato provinciale all’Agricoltura - costruire insieme delle ipotesi, avanzare delle proposte, confrontarci a 360gradi senza però nascondere che se la problematica è grande, altrettanto è la sfida che dobbiamo saper cogliere e possibilmente vincere, per il miglioramento delle condizioni di vita dell’intera collettività, per noi stessi, per i nostri figli: per fare questo è necessario il contributo di tutti».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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