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A.B. 15 gennaio 2011
Mulas: «Il Ministero rimuova l’errore»
Il consigliere regionale dell’Upc, interviene sulle bonifiche nella zona industriale di Porto Torres e auspica che il Dicastero dell’Ambiente si faccia carico dei costi


PORTO TORRES - Il consigliere regionale dell’Upc Massimo Mulas, interviene in merito alla lettera inviata dal Ministero dell’Ambiente agli imprenditori della zona industriale di Porto Torres, nella quale questi ultimi vengono intimati ad effettuare al più presto le caratterizzazioni.

«Ritengo – afferma il consigliere dell’Upc - che lo stesso Ministero debba farsi carico dei costi per bonificare le zone eventualmente inquinate e chiedo che il Governo regionale rispetti gli impegni presi, dialogando con lo Stato per rimuovere un errore di interpretazione della legge sulle bonifiche, errore che è impensabile ricada sulle piccole imprese, già pesantemente gravate dalla crisi. - Secondo Mulas - è una follia che debbano essere i proprietari delle piccole aziende ad accollarsi spese per loro insostenibili, determinate dai danni ambientali riconducibili allo stabilimento petrolchimico e da un errore determinato da chi, nel passato, ha stabilito che l’area da inserire nel sito di interesse nazionale venisse ampliata, mal interpretando la legge sulle bonifiche».

«Chiedo – conclude il rappresentante dell’Upc a Cagliari – che la Regione intervenga, affinché lo Stato rimuova l’errore burocratico, alla luce anche del fatto che nella zona si trovano anche tante aziende che non potrebbero in alcun modo causare danni ambientali e che, trovandosi strangolate dai costi, saranno costrette a chiudere e invito l’attuale amministrazione comunale a ripristinare il tavolo già avviato con il Ministero dell’Ambiente per rimuovere l’ostacolo burocratico delle caratterizzazioni».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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