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Red 26 novembre 2010
Clima-incendi: meeting ad Alghero
Si apre lunedì il primo meeting internazionale del progetto FUME. Esperti provenienti da 17 paesi si confronteranno affrontando le problematiche e le connessioni tra il cambiamento climatico e l’aumento della frequenza e dell’intensità degli incendi nell’ottica di realizzare modelli di prevenzione e di intervento


ALGHERO - Studiare le contingenze tra i fenomeni atmosferici e i fenomeni fisici sta aiutando gli esperti a trovare soluzioni che possano ridurre i danni ambientali. E’ partendo da questo assunto prenderà vita il Primo meeting internazionale del progetto Fume (Forest fires under climate, social and economic changes in Europe, the Mediterranean and other fire-affected areas of the world) dal titolo Incendi, cambiamenti climatici, socio-economici e uso del suolo, durante il quale esperti di livello mondiale si confronteranno, dal 29 novembre all’1 dicembre all’Hotel Catalunya di Alghero, sull’analisi delle relazioni che intercorrono tra gli incendi e le variazioni climatiche.

In questo modo si potrà avere una visione olistica delle problematiche per trovare soluzioni che realmente siano utili per analizzare e prevenire gli incendi. L’evento, organizzato dal Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti climatici (CMCC) in collaborazione con la sede di Sassari della Divisione Impatti sull’Agricoltura, Foreste ed Ecosistemi naturali terrestri (IAFENT) e del Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei (DESA) dell’Università di Sassari si svolgerà ad Alghero, in Sardegna, sede che meglio rappresenta la criticità legata agli incendi, scelta in base alle caratteristiche geografiche, climatiche e per la vegetazione.

Il progetto Fume coinvolge attualmente 33 Istituzioni scientifiche in rappresentanza di ben 17 diversi paesi appartenenti a 4 continenti e rientra nel Settimo Programma Quadro della Comunità Europea. Partendo dai dati sui precedenti eventi e dallo studio delle relazioni tra gli incendi passati e i le condizioni climatiche rilevate oltre ai fattori socio economici e ambientali che potrebbero avere avuto delle relazioni strette con lo scatenarsi dell’evento, verranno elaborate delle valutazioni economiche e delle strategie da mettere in atto in caso di bisogno procedendo alla definizione di proiezioni e di modelli ipotetici fornendo un contributo essenziale alle istituzioni che si occupano di pianificare gli interventi ed affrontare le emergenze come ad esempio, nel caso dell’Italia, il CMCC e DESA stanno attivando una collaborazione con il Corpo Forestale.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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