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Sassari NewsnotiziealgheroPoliticaAmbiente › Calic: overdose di reflui. «Commissariare il comune»
Red 29 settembre 2010
Calic: overdose di reflui
«Commissariare il comune»
Forum Rimane alto il livello di guardia circa le problematiche dello stagno del Calic connesse anche all´entrata in funzione dell´impianto di San Marco. Tedde vuole il Commissario, La Sinistra lo contesta


ALGHERO - I problemi legati allo sversamento continuo ed ininterrotto di migliaia di metri cubi di reflui dell'impianto di depurazione di San Marco nello stagno del Calic, rimangono estremamente di attualità nell'agenda politica cittadina. E resta altissimo anche il livello di guardia, circa le evidenti e ormai conclamate ripercussioni non positive, che una simile portata di acqua dolce e depurata genera nell'intero ecosistema lagunare salmastro interessato, nonostante i tentativi di minimizzare il problema (già ipotizzato nel lontano 2003).

Ne sono la prova anche i dubbi sollevati dall'ente gestore del servizio idrico integrato che dovrebbe prendere in carico l'impianto (Abbanoa) e che ha imposto immediati accorgimenti, e i conseguenti lavori annunciati il 15 settembre dal Comune di Alghero nel comparto terziario di filtrazione. Soluzione - precisava la nota del Comune - per affinare fino a 30.000mc al giorno di reflui per essere destinati all’uso irriguo, o in alternativa, rendere le acque allo scarico verso il Rio Filibertu conformi alle tabelle di legge al fine di poter finalizzarle al riutilizzo ambientale.

Considerato che l'impianto immette enormi quantità di reflui nel Calic dal febbraio 2009 (mese in cui è entrato ufficialmente in funzione il nuovo depuratore), le precisazioni che arrivano da Sant'Anna non hanno chiarito i molti dubbi di ambientalisti e studiosi sulla gestione dell'opera e le scelte attuate dall'amministrazione (primo fra tutti proprio il rilascio delle acque). Anche in virtù dei noti problemi che la laguna algherese presenta ormai da anni, e che si ripercuotono negativamente sull'intera costa spiaggiata di Maria Pia.

Il 24 settembre il sindaco chiede l'intervento della Regione affinché nomini un commissario straordinario per fronteggiare le problematiche del Calic ed occuparsi del grave stato di salute in cui versa l'area umida. Una conferma insomma, dei mali dello stagno, peraltro già evidenziati dallo stesso primo cittadino in più occasioni. Non si fa attendere però l'intervento del circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Alghero che accusa Tedde di «volersi lavare le mani dopo aver creato il danno».

«Il Sindaco non finisce di stupire gli algheresi con le sue stravaganti e mirabolanti trovate - attaccano da Sinistra - incapace di gestire e affrontare il problema dell’inquinamento della laguna, vuole delegare ad una autorità esterna alla città una responsabilità ed una funzione che invece gli compete. Il Sindaco non può, con tanta facilità, abdicare alle proprie prerogative che la legge gli assegna in materia di tutela e di gestione ambientale del territorio».

In conclusione, il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che «non ci sia niente da commissariare, se non il Comune di Alghero, incapace di programmare e gestire la tutela e la difesa del territorio, l’igiene pubblica e la sanità». / SALVATORE AMADU / CARLO SECHI / FRANCESCO SASSO / ENRICO DAGA / GAVINO TANCHIS / MATTEO TEDDE / iRS / LUCIANO DERIU / GIANCARLO BALBINA

Nella foto: i reflui dell'impianto di San Marco in direzione Calic
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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