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Sassari NewsnotiziealgheroPoliticaAmbiente › «Scelta urbanistica sbagliata»
Red 29 settembre 2010
«Scelta urbanistica sbagliata»
«La proliferazione delle alghe nella laguna del Calic e il conseguente riversamento nel golfo di Alghero sono l’effetto di una scelta sbagliata». E' il commento del Circolo algherese


ALGHERO - «La proliferazione delle alghe nella laguna del Calic e il conseguente riversamento nel golfo di Alghero sono l’effetto di una scelta urbanistica sbagliata, che sta causando gravi danni non solo all’economia turistica di Alghero ma anche alle finanze del Comune». Così il Circolo Sinistra Ecologia e Libertà di Alghero in merito ai problemi dello stagno del Calic, in parte alimentati dall'entrata in funzione dell'impianto di depurazione di San Marco.

Dopo aver contestato la richiesta del sindaco Tedde inoltrata alla Regione circa la nomina di un Commissario per gestire le problematiche connesse allo stato di salute della laguna ricompresa tra Alghero e Fertilia, il movimento politico incalza: «gli algheresi devono sapere che il Comune paga ingenti bollette di energia elettrica perché i reflui vengono inviati al depuratore mediante un sistema di pompaggio con altissimi costi energetici».

«Esistono poche possibilità per risanare una situazione ambientale molto compromessa - sottolineano Sechi, Balbina, Marino e compagni - una delle più elementari è quella di evitare lo sversamento delle acque, seppur depurate, nella laguna del Calic e di individuare ed eliminare tutte le altre fonti inquinanti. Solo così potremo avere una laguna e un golfo puliti». «Per realizzare questo, non occorrono Commissari straordinari nominati da Cagliari. Occorre invece un serio e concreto programma di gestione e risanamento ambientale, con il coinvolgimento dell’autorità scientifiche dell’Università di Sassari e del Parco regionale di Porto Conte».
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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