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Red 15 settembre 2010
Ambiente: accordo recupero vetro in Sardegna
Firmato a Cagliari dall’assessore della Difesa dell’Ambiente Giuliano Uras e il Presidente del Consorzio Recupero del Vetro, Enzo Cavalli


CAGLIARI - L’assessore della Difesa dell’Ambiente Giuliano Uras e il Presidente del Consorzio Recupero del Vetro, Enzo Cavalli hanno stipulato a Cagliari il nuovo accordo di programma finalizzato a migliorare le prestazioni del servizio di raccolta e recupero degli imballaggi in vetro in Sardegna. Il precedente accordo di programma era stato stipulato nel luglio del 2003.

L’accordo mira a rafforzare il sistema di piattaforme centralizzate per la ricezione degli imballaggi in vetro da raccolta differenziata ed il loro invio ad impianti di recupero sia regionali che extra-regionali. Obiettivo dell’azione è quello di garantire la certezza dell’avvio a riciclo dei materiali e dare reale applicazione in Sardegna all’accordo nazionale ANCI - CONAI 2009-2013 relativo all’erogazione dei corrispettivi ai Comuni per le attività di raccolta differenziata effettuate.

In particolare, con la stipula dell’accordo di programma, la Regione Sardegna si è adeguata a quanto avviene nelle altre Regioni in relazione alla gestione degli imballaggi in vetro a seguito dell’entrata in vigore dell’Allegato Tecnico Vetro di cui all’accordo di programma ANCI-CONAI.

Il nuovo Accordo di Programma garantirà inoltre il consolidamento delle percentuali di raccolta differenziata degli imballaggi in vetro nel territorio regionale che, grazie al vecchio accordo con il COREVE e all’impegno dei cittadini, ha fatto registrare tassi di raccolta pro capite fra i più alti in assoluto in Italia.
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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