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S.A. 4 settembre 2010
Porto Torres: le bonifiche alle aziende locali
Il comparto edile preme per partecipare ai lavori di bonifica del sito industriale di Porto Torres. Le risorse disponibili dovrebbero aggirarsi intorno alla cifra di 530 milioni


PORTO TORRES - Il comparto edile preme per partecipare ai lavori di bonifica del sito industriale di Porto Torres, sollecitato dall'Eni alle istituzioni locali negli ultimi tempi. Il messaggio è chiaro ed è reso pubblico dai segretari sindacali della Feneal Uil, Marco Foddai; della Filca Cisl, Pietro Doro; della Fillea Cgil, Salvatore Frulio.

Le risorse disponibili dovrebbero aggirarsi intorno alla cifra di 530 milioni, un investimento che le azeinde locali non vogliono farsi sfuggire considerato, poi, la crisi che affligge il mercato da anni. Il problema - dicono - è già stato evidenziato lo scorso luglio alle istituzioni locali nel convegno svoltosi presso la cassa edile.

Ora l'auspicio per il settore è che nell’incontro che si terrà il 13 gli amministratori della provincia di Sassari e i sindaci di Sassari e Porto Torres propongano all’Eni la sottoscrizione di un protocollo di intesa «e che quei lavori vengano affidati all’imprese del territorio che impieghino maestranze locali tanto da alleviare almeno in parte la grave crisi occupazionale».

Sull’argomento è intervenuto anche il Segretario Generale della Cgil di Sassari, Antonio Rudas, il quale si dice assolutamente d’accordo sulla posizione espressa dai Segretari del settore costruzioni aggiungendo che «qualora l’Eni avesse davvero espresso la volontà di non coinvolgere le maestranze locali, ci troveremo innanzi all’ennesimo comportamento provocatorio che il territorio farebbe bene nelle sue istanze territoriali e sociali a respingere con forza e determinazione». Rudas conclude auspicando che «i lavori di bonifica di quelle parti dell’area industriale già dismesse possano iniziare al più presto e che si avvii inoltre un immediato confronto, anche con la stessa Eni, per individuare nuove attività affinché si possano prevedere nuovi insediamenti produttivi».

Nella foto: Antonio Rudas
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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