Sinistra e Libertà si rivolge al centro-sinistra per aprire un confronto con il governo nazionale e regionale con l’obiettivo di riaffermare la sovranità delle Comunità locali
PORTO TORRES - Sardegna e Libertà appoggia la scelta di dimettersi da parte del segretario della Cgil sarda, Antonio Rudas, e rifiuta l'accordo sottoscritto dall'Eni lo scorso 20 ottobre scorso dove viene confermata la scelta di procedere, attraverso tappe ben definite, alla definitiva chiusura dello stabilimento petrolchimico di Porto Torres e la volontà di convertire il sito in un grande centro logistico del Mediterraneo per prodotti petroliferi.
«Non vi è alcun dubbio che siamo dinanzi a fatti che modificano radicalmente sia lo scenario, sia l’insieme delle regole e dei modelli operativi con i quali tutti gli attori, nel rispetto dei reciproci ruoli e competenze, hanno operato sino ad oggi - si legge nella nota. Siamo in presenza, se le cose andranno così, di una esplicita nuovo forma di servitù ad una intollerabile sottrazione di sovranità a danno delle Comunità locali da parte dell'Eni con la copertura del Governo nazionale e la connivenza della Regione Sarda».
In questo contesto, Sinistra e Libertà si rivolge a «tutte le forze politiche del centro-sinistra per aprire un confronto con il governo, nazionale e regionale, anche attivando una mobilitazione di tutta la Comunità per produrre una Conferenza straordinaria con l’obiettivo di riaffermare la sovranità delle Comunità locali su tutto il territorio e sulle scelte di politica industriale ed energetica ed impedire che si consolidi, condizionandone lo sviluppo, una nuova forma di servitù sulle aree industriali e sulle infrastrutture portuali».
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