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S.A. 10:00
Parcheggio Punta Giglio: esposto alla Forestale
L’Associazione Punta Giglio Libera ha presentato un esposto formale al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, richiedendo un sopralluogo urgente e la verifica della corrispondenza tra quanto autorizzato sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul posto


ALGHERO - L’Associazione "Punta Giglio Libera. Ridiamo vita al Parco" interviene sulla trasformazione dell’area alla base del compendio di Punta Giglio, all’interno del Parco di Porto Conte e della Rete Natura 2000: «L’intervento è stato autorizzato dal Provvedimento Unico SUAPE numero 6347 dello scorso 31 luglio 2026, il cui oggetto ufficiale è lo sfalcio vegetazionale per pulizia e costituzione di una fascia tagliafuoco. Oggi, tuttavia, sul terreno si presenta una situazione che merita un attento e rigoroso accertamento da parte delle autorità preposte. Le immagini scattate prima e dopo l’intervento mostrano una superficie ampiamente priva della vegetazione originaria, regolarizzata e ricoperta di materiale granulare chiaro, attualmente utilizzata per la sosta di numerosi veicoli. Da qui nasce la domanda spontanea dell’Associazione, che chiede di verificare se il provvedimento autorizzasse soltanto lo sfalcio e la costituzione di una fascia tagliafuoco oppure se comprendesse anche le pesanti lavorazioni necessarie a trasformare la superficie in un’area stabilizzata destinata alla sosta delle auto». È proprio per rispondere a questo interrogativo che l’Associazione ha presentato un esposto formale al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, richiedendo «un sopralluogo urgente e la verifica della corrispondenza tra quanto autorizzato sulla carta e quanto effettivamente realizzato sul posto».

E ancora: «Non si tratta di anticipare conclusioni affrettate sull’esistenza di un abuso, ma si chiede agli organi competenti di verificare gli eventuali profili edilizi, ambientali e forestali dell’intervento. Particolare attenzione viene posta sulla vegetazione presente ai margini della superficie, sulla rimozione della copertura vegetale spontanea, sulla movimentazione e sistemazione del terreno e sulla natura del materiale granulare utilizzato per il fondo stradale. Parallelamente, l’Associazione ha presentato al Comune di Alghero un’istanza di Accesso Civico Generalizzato per acquisire l’intero fascicolo amministrativo e tecnico, compresi gli elaborati progettuali e cartografici. Tra gli aspetti che si intendono chiarire vi sono l’esatta situazione ante operam, la superficie realmente interessata dallo sfalcio, le lavorazioni sul terreno previste e la reale necessità antincendio della fascia. Si intende inoltre accertare se fossero previsti accessi carrabili, modifiche della viabilità o aree di sosta, quale documentazione sia stata trasmessa al Parco di Porto Conte, quale fosse l’atto che il Parco era chiamato a rendere nell’endoprocedimento e sulla base di quali presupposti il SUAPE abbia considerato acquisito il relativo assenso. Infine, si chiede di verificare se sia stata effettuata la verifica di assoggettabilità alla VInc.A. e quali valutazioni siano state effettuate sugli habitat e sugli obiettivi di conservazione della Rete Natura 2000».

«Il provvedimento individua infatti il Parco tra le amministrazioni coinvolte per le verifiche relative agli interventi in area protetta, ma dall’atto non emerge una sua determinazione espressa, dando invece conto della mancata trasmissione delle determinazioni e della conseguente acquisizione dell’assenso secondo il meccanismo del silenzio-assenso. È necessario quindi capire che cosa sia stato trasmesso al Parco, quale valutazione fosse richiesta e perché il suo silenzio sia stato considerato sufficiente alla conclusione del procedimento. La prevenzione degli incendi è certamente una finalità importante, ma in un’area protetta e inserita nella Rete Natura 2000 occorre sapere perché quella specifica fascia tagliafuoco fosse necessaria, chi ne abbia individuato l’esigenza e quale istruttoria tecnica ne abbia determinato localizzazione, dimensioni e caratteristiche» si legge nel documento a firma dell’Associazione che chiede inoltre la verifica del rapporto tra il titolo autorizzativo e ciò che oggi si trova sul terreno. E concludono: «L’Associazione non sta dicendo che il provvedimento abbia autorizzato un parcheggio, ma sta chiedendo di verificare se ciò che oggi vediamo sul terreno corrisponda a ciò che è stato effettivamente autorizzato. È questa la ragione dell’esposto al Corpo Forestale e della richiesta di accesso agli atti, perché a Punta Giglio non basta sapere che cosa c’è scritto in un provvedimento, ma bisogna poter verificare che cosa è stato progettato, che cosa è stato autorizzato e che cosa è stato effettivamente realizzato. Punta Giglio è patrimonio della collettività e le regole di tutela devono essere trasparenti e uguali per tutti.»
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