Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale sul salario minimo negli appalti pubblici
ALGHERO – «L’impugnazione da parte del Governo della legge regionale sarda sul salario minimo conferma ciò che Fratelli d’Italia Alghero aveva denunciato fin dall’inizio: la sinistra ha trasformato il tema dei salari reali in una trovata propagandistica, approvando una norma confusa e fuori dalla propria competenza». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo la decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge regionale sul salario minimo negli appalti pubblici. «Avevamo già contestato in Consiglio comunale questa proprosta assolutamente propagandistica. Un atto impossibile da attuare, utile solo alla propaganda del Movimento 5 Stelle e della sinistra, che invece di affrontare il tema delle tasse, della produttività e dell’inflazione, come sta facendo il Governo, preferiscono approvare documenti ideologici».
Per FdI «il Governo ha agito a tutela della Costituzione. La norma della Todde avrebbe solo creato contenziosi, incertezza e danni alle imprese, con inevitabile ricadute negative sugli appalti pubblici, che hanno invece bisogno di maggiore celerità». «La tutela dei lavoratori si realizza con strumenti seri come il taglio del cuneo fiscale, i rinnovi contrattuali, l’aumento della produttività, il contrasto al lavoro irregolare e il sostegno alle imprese sane. È esattamente la direzione intrapresa dal Governo Meloni e i dati lo dismostrano». «La sinistra sarda – conclude Fratelli d’Italia – prenda atto del fallimento della propria propaganda. I lavoratori non hanno bisogno di slogan, ma di salari più alti costruiti con misure solide, legittime e realmente applicabili».
Nella foto: Pino Cardi, portavoce di Fratelli d’Italia Alghero
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