ALGHERO - «È il primo anno. E come ogni prima volta, si impara. L’organizzazione ha scelto di mettere in vetrina la parte più bella di Alghero attraverso il lungomare, i bastioni, il mare cristallino e quella scelta ha un senso preciso: se porti il brand Ironman in città, lo porti dove la città vale. Negli anni a venire l’esperienza aiuterà a calibrare meglio la viabilità, i percorsi, i disagi. È normale. È fisiologico. Ma non si può fuggire dalla realtà. E la realtà si chiama numeri. Vale la pena ricordarlo: stiamo parlando del primo weekend di giugno. Non di luglio, non di ferragosto. Del primo weekend di giugno che fino a qualche anno fa era considerata bassissima stagione, al pari di maggio, sostanzialmente morta fino alla chiusura delle scuole. I dati oggi raccontano una storia completamente diversa: giugno è diventato un mese strutturalmente consolidato, con Alghero stabilmente in cima alle destinazioni più richieste del Nord Sardegna. Non è un miracolo, è il risultato di un lavoro certosino che ha portato, già dallo scorso anno, un incremento del 4% sull’anno prima, nonostante nel 2024 ci fosse il Rally e lo scorso anno no. Tutto questo è figlio di una pianificazione costruita esattamente con eventi, sport, cultura e visibilità internazionale. L’Ironman è parte di questo percorso».
Il "day after" per il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, è bellissimo: 3.000 atleti da tutto il mondo, 300.000 euro investiti dalla città e 700.000 euro portati direttamente da Ironman, a cui si aggiunge la spesa diretta di atleti, famiglie e accompagnatori arrivati da tutta Europa, un pubblico alto-spendente, che torna, che consiglia, che prenota. «Un brand globale con milioni di follower che per un giorno ha messo Alghero al centro del mondo dello sport endurance. Qualcuno ha perso qualcosa in una domenica di giugno, è vero, è reale, e non va minimizzato. Ma il ritorno in termini di visibilità internazionale non ha paragoni con nessun investimento pubblicitario tradizionale».
«Una destinazione che vuole crescere deve saper accettare che crescere, a volte, fa un po’ male. Per un giorno. Per una domenica di giugno. Per qualche ora di traffico in più e qualche ombrellone in meno, perché oggi il mondo guardava Alghero. Anche la Gazzetta dello Sport , il quotidiano sportivo con la più ampia tiratura a livello nazionale, se ne è accorta ed oggi scriveva di Alghero e sottolineava che il tracciato era stato pensato per valorizzare il territorio: Il nuoto nelle acque del Lido di San Giovanni con le torri aragonesi sullo sfondo, i 90 km di ciclismo attraverso il Parco Naturale Regionale di Porto Conte e il litorale nord-occidentale della Sardegna, la mezza maratona nel cuore della città. La Gazzetta dello Sport l’ha capito. Migliaia di atleti da tutto il mondo l’hanno capito. L’hanno capito anche a Milano, a Londra, a Berlino......“chè oggi il mondo guardava Alghero, e Alghero era bellissima”» chiude Graziano Porcu.
Nella foto: il podio femminile
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