Giovedì 30 aprile alle ore 13.00 il secondo concerto della rassegna “Donatori di Musica”. Protagonista sarà il quintetto di fiati “Shardana”, composto da Tony Chessa (flauto), Sara Pisano (oboe), Marcello Melis (clarinetto), Giovanna Virdis (fagotto) e Michele Garofalo (corno)
SASSARI – La musica entra in corsia nell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari con il progetto nazionale Donatori di Musica, iniziativa che porta concerti dal vivo negli ospedali italiani con l’obiettivo di umanizzare le cure e migliorare la qualità della vita dei pazienti. La collaborazione tra l’Aou di Sassari e l’Ente Concerti de Carolis ha consentito di avviare anche nel Day Hospital di Oncologia medica un ciclo di concerti, trasformando le corsie in luoghi di incontro, ascolto e condivisione. L’Azienda ha messo a disposizione gli spazi ospedalieri, mentre il de Carolis contribuisce con musicisti e strumenti, rafforzando il dialogo tra sanità e cultura del territorio. I musicisti si esibiscono a titolo gratuito, offrendo momenti di ascolto e relazione rivolti a pazienti, familiari e operatori sanitari.
Dopo il primo concerto inaugurale, il programma prosegue con il secondo appuntamento della rassegna, in calendario giovedì 30 aprile alle ore 13.00, presso la SC Oncologia medica dell’Aou di Sassari, diretta da Alessio Cogoni. Protagonista sarà il quintetto di fiati “Shardana”, composto da Tony Chessa (flauto), Sara Pisano (oboe), Marcello Melis (clarinetto), Giovanna Virdis (fagotto) e Michele Garofalo (corno). Il ciclo prevede concerti a cadenza mensile, della durata massima di due ore, ospitati nel corridoio del reparto e pensati per portare arte, bellezza e vicinanza umana all’interno dei luoghi di cura. «Ogni nota che nasce in un concerto di “Donatori di Musica” – afferma Maurizio Cantore – è una dimostrazione che la vita respira attraverso la musica. Una speranza forte dall’oncologia di Sassari, che si unisce a tutte le altre in Italia. Più che mai oggi ne abbiamo tutti bisogno». L’iniziativa si inserisce in una più ampia visione di umanizzazione delle cure, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza delle persone impegnate in percorsi terapeutici complessi, integrando l’aspetto clinico con quello relazionale ed emotivo.
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