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Cor 10:59
Paysan, nuova opera nel Parco delle Arti
Nelle campagne di Alghero prende forma il “Parco delle Arti” del Bioagriturismo Nure: La nuova installazione, due grandi mani in ferro colme di paglia che stringono un asse verticale di legno, si impone nel paesaggio come una metafora essenziale del lavoro manuale e della cultura contadina


ALGHERO - Non solo ospitalità rurale, ma un progetto culturale che nasce dalla terra e si apre al pubblico come esperienza condivisa. Nelle campagne di Alghero prende forma il “Parco delle Arti” del Bioagriturismo Nure, dove l’accoglienza si intreccia con la volontà di trasmettere conoscenza, memoria e bellezza. Con l’opera Paysan dell’artista francese Alain Pontarelli, il percorso compie un passo decisivo. La nuova installazione, due grandi mani in ferro colme di paglia che stringono un asse verticale di legno, si impone nel paesaggio come una metafora essenziale del lavoro manuale e della cultura contadina.

Un segno forte, capace di dialogare con l’ambiente e restituire dignità a gesti antichi, oggi sempre più rari. Alla base c’è la visione di Gabriele Monti e della sua famiglia, che hanno scelto di aprire il proprio spazio privato trasformandolo in luogo di incontro. Non solo coltivazioni biologiche, camere e cucina, ma un racconto vivo della campagna, costruito attraverso l’arte contemporanea e la memoria materiale del lavoro agricolo. Il progetto si sviluppa in continuità con le installazioni già presenti: I Danzatori delle Stelle di Igino Panzino, ispirata a Sergio Atzeni, I semi non fanno rumore di Danilo Sini, che richiama il solco dell’aratro e Asilo Nido di Gianni Nieddu, rifugio per gli uccelli della Nurra. E ora Paysan. Un percorso coerente, che unisce arte e paesaggio in una narrazione riconoscibile.

Il Bioagriturismo Nure si configura così come un modello di impresa agricola evoluta, dove l’ospitalità diventa occasione per condividere saperi e identità. Un luogo aperto, che offre buon cibo e accoglienza, ma anche strumenti per leggere il territorio, grazie anche a un piccolo museo di attrezzi agricoli. «Nure è una città di epoca romana che si trovava tra il lago di Baratz e Sant’Imbenia – racconta Monti – una città oggi invisibile, ma che grazie agli artisti possiamo continuare a raccontare ai nostri ospiti». All’inaugurazione dell’opera, curata dalla storica dell’arte Mariolina Cosseddu, ha contribuito l’accompagnamento musicale del maestro Raimondo Dore. Un momento che conferma la vocazione del Nure: trasformare la dimensione privata in un luogo capace di generare cultura.
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