Tra le principali novità: una riarticolazione dei parametri di occupazione del fronte mare; la priorità all’accesso universale, anche per le persone con disabilità; una classificazione più chiara e specifica delle concessioni
CAGLIARI - La Regione Sardegna compie un passo decisivo verso un governo sostenibile e trasparente dei litorali, con le nuove Linee Guida per la redazione dei Piani di Utilizzo dei Litorali (PUL). Le modifiche delle linee guida introducono regole più chiare e uniformi per Comuni, cittadini e operatori economici, rafforzando la tutela dell’ecosistema costiero e garantendo una migliore qualità dei servizi. Tra le principali novità: una riarticolazione dei parametri di occupazione del fronte mare; la priorità all’accesso universale, anche per le persone con disabilità; una classificazione più chiara e specifica delle concessioni.
Per la prima volta, la pianificazione si estende anche al mare, fino a un miglio nautico dalla costa, regolando in modo ordinato la nautica da diporto, i campi boe e gli ormeggi, con particolare attenzione alla tutela dei fondali e della posidonia. «Non è una stretta, ma una scelta di responsabilità. Sviluppo e tutela non sono in contraddizione se governati con regole certe, valutazioni ambientali rigorose e una visione di lungo periodo», ha commentato l'assessore Francesco Spanedda durante la presentazione.
Le nuove Linee Guida - frutto di un prezioso lavoro congiunto tra Ufficio di gabinetto e le Direzioni generali degli Enti locali e Urbanistica - si inseriscono all’interno di un lungo processo di riordino della pianificazione costiera e della gestione del demanio, condotto anche in ascolto delle amministrazioni e dei vari portatori d’interesse, superando definitivamente la logica delle proroghe e delle soluzioni temporanee. «Vogliamo coste più ordinate, più accessibili e più tutelate. È una riforma che guarda al futuro della Sardegna, al suo ambiente, alla sua imprenditoria e soprattutto alla qualità della vita delle comunità locali», conclude l’assessore.
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