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Cor 17 novembre 2025
Areus, ritardi e gravi criticità
Dopo dieci mesi di silenzio e nessun passo avanti seguito all’ultimo incontro la pazienza dei diversi soggetti del terzo settore, convenzionati con Areus e inquadrati nel mondo della cooperazione sociale di Legacoop Sardegna, ha superato il limite


CAGLIARI – Dopo dieci mesi di silenzio e nessun passo avanti seguito all’ultimo incontro, tenuto a Cagliari il 24 gennaio scorso nell’Assessorato regionale della Sanità, per discutere la nuova convenzione per la gestione delle postazioni e definire il percorso che avrebbe dovuto portare alla riorganizzazione del sistema dell’emergenza urgenza rispetto alle indicazioni della riforma nazionale, la pazienza dei diversi soggetti del terzo settore, convenzionati con Areus e inquadrati nel mondo della cooperazione sociale di Legacoop Sardegna, ha superato il limite. Un limite messo nero su bianco in una lettera aperta, firmata dal presidente regionale di Legacoop, Claudio Atzori, e dal responsabile di Legacoopsociali Sardegna, Andrea Pianu, e inviata alla presidente della Giunta Alessandra Todde, agli assessori Bartolazzi e Manca, ai presidenti del Consiglio regionale e delle Commissioni coinvolte, all’Anci e alle istituzioni interessate.

Una presa di posizione forte «per denunciare – si legge nel documento – il ritardo, se non la perdurante inerzia, nell’affrontare le gravi criticità che contraddistinguono le attività svolte nell’ambito dei servizi di emergenza urgenza del 118 dai diversi soggetti del terzo settore convenzionati con Areus. Un ritardo che, per quel che concerne nello specifico la cooperazione sociale, determina un crescendo di uno stato di incertezza del futuro lavorativo di soci, dipendenti e delle stesse organizzazioni, sempre più costrette a fare i conti con una dotazione di risorse inadeguata e incerta a fronte di necessità di programmare investimenti e spese a garanzia della qualità delle attività da erogare ai cittadini». La lettera ricorda come dall’incontro cagliaritano era emersa la volontà della politica di agire in modo partecipato e in tempi rapidi, addirittura “entro sei mesi”, per la definizione di una nuova convenzione del sistema dell’emergenza urgenza, in coerenza con i principi indicati dalla riforma nazionale del terzo settore, così da mettere in sicurezza le attività in essere e accompagnarle in un processo di profondo cambiamento del sistema stesso. Impegni simili e purtroppo con egual risultato furono poi presi a giugno, nell’ambito di incontri con gli assessori di Sanità e Lavoro, con il commissario di Areus e importanti funzionari.

In un quadro ormai definito “insostenibile”, si ribadisce «l’urgente necessità di definire le nuove regole per l’organizzazione e gestione dell’emergenza urgenza”, poiché risulta indispensabile che “si giunga, anche tramite una fase transitoria ma ben delimitata, al riconoscimento ai soggetti gestori dei costi necessari per la regolare contrattualizzazione del personale impegnato nelle postazioni. È questa – viene precisato ancora nella lettera – l’unica strada per mettere in sicurezza i presidi del territorio ed evitare che importanti risorse umane ormai professionalizzate, per la perenne incertezza sul proprio futuro, abbandonino le attività che oggi svolgono, con un grave danno per la sicurezza dei cittadini e la qualità del servizio».

Legacoop ha chiesto, quindi, che sia convocato in tempi brevi un incontro in Assessorato della Sanità con tutti gli attori coinvolti per discutere il disegno con il quale si intende organizzare il sistema del 118 convenzionato con il terzo settore. Ha chiesto, poi, che si «illustrino e siano oggetto di confronto di merito i criteri e le modalità con le quali si intende procedere all’accreditamento e affidamento delle postazioni territoriali, nonché le forme con le quali riconoscere, ai diversi soggetti convenzionati, i costi diretti e indiretti che devono essere sostenuti per l’organizzazione dei servizi e delle attività di soccorso. In una situazione a tutt’oggi fortemente delicata per l’intero sistema sanitario regionale, l’emergenza urgenza 118 costituisce una risorsa fondamentale che garantisce, nei diversi territori dell’Isola, una tempestiva presa in carico dei cittadini a tutela della loro salute. Una risorsa che, in molte situazioni, subisce le lunghe attese che si vivono nei servizi di “Pronto soccorso”, con il conseguente e spesso inappropriato fermo dei propri mezzi e operatori, determinando ulteriori criticità nel presidio del territorio e conseguenti diseconomie nella gestione delle attività».
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