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Giovanni Baldassarre Spano
12 maggio 2025
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Il diritto alla salute non può attendere
Al di la delle promesse la situazione del pronto soccorso di Alghero resta ancora critica. Oltre i rischi concreti legati alla riduzione del servizio giornaliero, ad oggi il vero problema è rappresentato dalle tempistiche che intercorrono dal triage al momento della visita medica vera e propria. Le carenze dell’attuale sistema sanitario isolano e la sempre più difficile interazione con i medici di base da parte dei pazienti, nonché le limitate risorse economiche dei comuni mortali che non consente loro la riduzione dei tempi rivolgendosi a specialisti privati, concorrono a riversare sui P.S. sardi una domanda di prestazioni sanitarie senza precedenti. Tutto questo ingolfa i presidii di soccorso e a nulla vale voler cercare scampo nella medicina di continuità assistenziale (c.d. guardia medica) perché quei medici hanno diverso mandato rispetto all’urgentista ospedaliero.
Ad Alghero, come in altri P.S., si toccano con mano le inefficienze del sistema che si traducono con attese non degne di un Paese civile. Ore a concentrarsi sul proprio dolore, sulle paure e sulla solitudine, da passare su un sedia o su una barella in attesa del responso medico. A questo punto sarebbe utile eliminare la parola Pronto e lasciare solo soccorso che magari si avverte meno disagio. L’unica morale che vi è in questa tragica situazione consiste nel fatto che l’incapacità di gestione politica del sistema sanità si traduce come dolore e morte per le persone comuni.
Tanti ormai non tentano nemmeno più l’accesso al pronto soccorso proprio per la vergognosa tempistica di attesa. Sia chiaro, ciò non dipende dal personale sanitario che è la seconda vittima dopo il paziente ma questo non può accettare supinamente le scelleratezze dall’alto che si susseguono da decenni. In un mondo ideale li vorrei vedere in piazza con un cartello con scritto “licenziateci tutti”. Ogni cambio di casacca di chi sta al comando della situazione implica la più completa mancanza di autocritica. Chi sta al potere non sbaglia mai in questa sciagurata isola. Così si spiega come sia calata una cortina di ferro sulla sanità, specie algherese, che inibisce qualsiasi critica.
Quando al governo dell’Isola vi stava la precedente Giunta, che giustamente si è guadagnata tutte le critiche fatte, ogni evento che riguardava la sanità,voluto o non voluto, veniva ricondotto alla loro responsabilità. Intere parti politiche si sono giovane ai fini elettorali delle mediocrità e dei danni fatti nella gestione del sistema sanitario da parte dei Sardo-leghisti. Ora tutto tace. Tutto giusto e corretto. Ogni critica di colpo da costruttiva (prima) è considerata oggi fastidiosa o al “soldo” dell’opposizione. Tutto ciò è deprimente e disgustoso. Il sistema sanitario lo si salva solo con l’umiltà di riconoscere gli errori, la disponibilità a ricevere le critiche e con la volontà delle forze politiche di riunirsi per uno scopo meritorio e non di parte. Chiudo con un ultima considerazione, è triste vedere come talune manifestazioni per temi generali o lontani sono state oggetto dell’attenzione della cittadinanza, mentre quelle sulla sanità questa resta colpevolmente inerte.
*gruppo Uniti Contro la chiusura dell’Ospedale Marino
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