Giacomo Sanna e Bustianu Cumpostu ieri mattina hanno presentato ufficialmente alla stampa il logo dello schieramento politico
Giacomo Sanna sarà il candidato alla carica di Presidente della Regione nella coalizione formata dal Partito sardo d’azione e Sardigna Nazione. Si chiamerà Sardigna libera e. La decisione è stata presa, il polo identitario nasce dall’accordo con gli indipendentisti di Sardigna Natzione guidati da Bustianu Cumpostu. Il Psd’Az e gli indipendentisti si presenteranno uniti nel listino regionale, composto da otto candidati, mentre correranno con i propri simboli nei collegi provinciali. Dialogo aperto con i movimenti e con gli ambientalisti che condivideranno il programma. Porte chiuse all’Uds di Mario Floris. Sono stati presentati alla stampa anche il simbolo e il programma per le elezioni regionali del 12 e 13 giugno. A quelle europee, invece i sardisti parteciperanno con A.L.E. ( l’Alleanza Libera Europea), di cui fanno parte i partiti “identitari” del Veneto, della Lombardia e del Tirolo.
Il simbolo: un cerchio su sfondo azzurro che racchiude la Sardegna colorata di bianco e i quattro mori, con l’aggiunta di una croce rossa stilizzata e il nome della coalizione. Questo simbolo rappresenterà Sardegna Libera alle elezioni regionali di giugno. Giacomo Sanna e Bustianu Cumpostu ieri mattina hanno presentato ufficialmente alla stampa il logo del polo identitario, realizzato da un gruppo di giovani sardi che lavorano a Milano.
Lo slogan di Psd´Az e Sardigna Nazione sarà “Venti leggi per cambiare la Sardegna” . Uno motto che bene riassume il programma elettorale poiché, hanno spigato i leaders: “Vogliamo dare ai sardi il nostro contributo reale e non virtuale, mettendo mano ai grandi temi, dalla Costituente all’energia, dai trasporti, all’ambiente, dal credito alla fiscalità, perchè il Consiglio regionale possa avere gli strumenti per esercitare finalmente il proprio ruolo e cambiare lo scenario della Sardegna”
Accantonato definitivamente l’avvicinamento alla coalizione di centrosinistra di Renato Soru, che pare abbia offerto a Giacomo Sanna, leader Sardista la presidenza del Consiglio. Il fallimento delle trattative è indubbio che abbia provocato tensioni all’interno dei Sardisti, ma Giacomo Sanna senza tentennamenti afferma: “il Psd’Az non è in vendita e rivendichiamo la nostra autonomia da Roma. Abbiamo detto no ad offerte allettanti anche in questa legislatura e ci siamo sempre differenziati anche tra le file dell’opposizione. Non accettiamo di essere umiliati e non potevamo certo rinnegare cinque anni di lavoro. Se avessimo accettato le pressioni a me sarebbe convenuto ma non al partito, pena la scomparsa del partito”. Come si vede una scelta sofferta, ma la consapevolezza di dare ai sardi un punto di riferimento, per raccogliere consensi fra quanti mal sopportano che le sorti della Sardegna vengano decise a Roma. Il polo identitario nella sua specificità è salvo, e schivo da “facili tentazioni” che purtroppo lo hanno posto al centro della scena politica.
Commenti