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Cor 22 settembre 2024
Sanità a pezzi, Bartolazzi chiede collaborazione
In attesa di intravedere qualche miglioramento, l´assessore regionale alla sanità, Armando Bartolazzi, chiede alla numerosa platea di amministratori locali del sassarese collaborazione per superare le numerose criticità


SASSARI - «Cerchiamo di lavorare insieme in maniera intellettualmente onesta e di leale collaborazione, distinguiamo le azioni realmente necessarie per rilanciare la sanità, da una parte ci sono gli interventi emergenziali, come il sovraffollamento dei pronto soccorso, dall’altra gli interventi strutturali, che sono complessi e chiedono impegno a medio e lungo termine, per la risoluzione di questi ultimi e’ richiesto l’intervento e il sostegno di tutti, soprattutto di questo tipo di assemblee e della politica», ha dichiarato l’assessore regionale alla sanità, Armando Bartolazzi, alla numerosa platea di amministratori comunali che venerdì si sono riuniti nella Conferenza Socio Sanitaria della Asl di Sassari. Nella sala Angioj della Provincia, alla presenza dei manager della Asl di Sassari e delle organizzazioni sindacali, l’assessore ha precisato: «La visione per quanto mi riguarda è chiara, sicuramente migliorabile, ma ci sono dei processi che devono esser innescati a breve e a medio termine per cercare di iniziare a dare delle risposte alla popolazione. Tra questi insisterò sugli Ircs, suglio ospedale con delle missioni, nel coinvolgimento delle Università nella programmazione sanitaria del territorio e nell’allargamento della rete formativa. Dovranno esser prodotti specialisti che servono al territorio e l’Università li deve creare e formare. Se non si instaura la mutua collaborazione tra ospedale, territorio e università, non riusciremo a vincere la sfida di riformare la sanità isolana, e per questo e’ necessaria la collaborazione di tutti noi».

«Liste d’attesa, carenza del personale, riorganizzazione della rete territoriale, gestione sociale del disagio psichiatrico, sono i temi che affliggono le nostre popolazioni, ma come amministrazioni comunali e come Conferenza socio sanitaria, noi siamo pronti al confronto e a camminare al fianco dell’amministrazione regionale per dar gambe ad una riforma sanitaria che sia in grado di dare vita ad una sanità uguale per tutti», ha dichiarato Gianfranco Soletta, presidente della Conferenza socio sanitaria, che ha lanciato un appello, «In quanto protagonisti delle amministrazioni del territorio, ci rendiamo disponibili, per contribuire al disegno di legge a cui sta lavorando la Giunta Regionale e che dovrà esser approvato dal Consiglio. Il sistema sanitario regionale ha bisogno di piani veri, di programmi, di tecnologie, di contenuti, di professionisti in tutte le specialità. Ora pensiamo a lavorare insieme, evitando di anteporre inutili commissariamenti alla discussione e attuazione della riforma che dovrebbe potare a cambiamenti radicali. Il nostro lavoro sino ad oggi ci ha portato a ridare vigore all’azienda sanitaria del Nord ovest Sardegna, che, dall’approvazione dell’atto aziendale circa un anno fa, si sta risollevando dalle macerie generate dall’azienda unica, in un percorso ormai avviato e in corsa che sarebbe rischioso rallentare e che sta iniziando a dare i suoi primi risultato, come sul piano degli investimenti strutturali, tecnologici e professionali».

«Questo della Conferenza socio-sanitaria, la casa dei sindaci e della Asl, è e sarà per noi un bacino inesauribile di idee, proposte e di azioni tempestive, un gruppo di lavoro che nel tempo abbiamo messo in piedi per fronteggiare le criticità della sanità del territorio, ed e’ per questo che come Azienda abbiamo cercato di valorizzarne il ruolo, inserendo nel nostro atto aziendale non il parere dei sindaci nell’approvazione delle decisioni ma la redazione congiunta e la condivisione sistematica dei documenti più importanti dell’azienda, quali i piani strategici, quelli della performance e dell’atto aziendale”, ha detto il Direttore generale della Asl n. 1, Flavio Sensi. Che poi ha sottolineato come “il modello della Ats-Asl unica, estinta dal 1 gennaio 2022, ha dimostrato il suo fallimento anche certificato dai dati LEA 2022 pubblicati quest'anno. La nuova Asl, infatti, sta già restituendo e continuerà a farlo dei miglioramenti importanti in tutti i servizi». A chiusura dei lavori la presidente della Commissione regionale alla Sanità, Carla Fundoni, ha dichiarato: «Non possiamo permetterci di avere un sistema sanitario regionale che non garantisce le cure alla nostra popolazione, e a questo noi dobbiamo lavorare per cambiare rotta e migliorare l’offerta sanitaria».
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