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Antonio Sini 14 aprile 2004
Soru e Pili mettono in moto le loro truppe, P.sdAz da solo
Intanto anche noi sardi avremmo l’election day, sono state accorpate le elezioni al Parlamento europeo, alle regionali e alle amministrative l’12 e 13 Giugno


C’erano tutti, Ds, Margherita,Udeur, Verdi, Socialisti Uniti ,Italia dei Valori e Rifondazione Comunista. Chi mancava, invece, era il Partito Sardo d’Azione. Il partito di Giacomo Sanna ha deciso di non correre con gli alleati di una volta e non appoggiare la “carta vincente” Soru. La prova di grande determinazione passata nel consiglio nazionale Sardista per una mano di voti, contro la mozione del Segretario Palermo, pro Soru, lascia intendere che all’interno del partito ci sono spaccature e divergenze che non si possono protrarre nel tempo. Bisogna rispettare il deliberato dell’Assemblea. Il Segretario dei Ds Cugini si “infila” in casa d’altri affermando che vuol parlare con i sardisti per tentare un loro ravvedimento. Durissima la reazione di Giacomo Sanna. Durante la presentazione della grande festa per l’avvio della campagna elettorale del centrosinistra, Renato Soru lascia uno spiraglio per un riavvicinamento delle componenti sardiste. Smentite intanto le trattative con l’Uds, anche se potrebbero esserci dei successivi ripensamenti. L’appuntamento per tutti è sabato al nuraghe Losa di Abbasanta. “La porta rimarrà aperta sino all’ultimo – dice Soru – Spero che a Losa ci siano anche tanti sardisti e spero che ci sia lo spazio per un segnale di nuovo dialogo, perché sentiamo forte la convinzione di avere temi e valori in comune.”
Nella stessa giornata in cui Mauro Pili e il centrodestra saliranno sul palco della Convention, a Cagliari al Palazzetto dello sport, Renato Soru terrà banco in un campo di 25.000 metri quadri accanto al monumento al centro della Sardegna. E incomincerà la battaglia politica che porterà i due contendenti a fronteggiarsi a distanza su grandi e piccoli temi, sino alle elezioni del 11 e 12 Giugno giorno dell’election day. Il cammino del centro destra sembra meno travagliato, ormai si è delineata la coalizione, abbandonato Mario Floris al suo destino, la coalizione di Pili non perderà altri pezzi, se si esce indenni dalla polemica delle nomine a enti regionali, di questi giorni, come dire dividendo con “oculatezza”. Italo Masala presidente della Regione ha in mano la patata bollente, con i centristi in fibrillazione. C’è da far passare il bilancio, con la buona volontà di tutti e con loro voti, altrimenti in coda alla legislatura si corre il rischio di fare una figuraccia, anche al cospetto degli elettori.
Intanto anche noi sardi avremmo l’election day, prevista per l’11 e 12 Giugno. Sono state accorpate le elezioni al Parlamento europeo, alle regionali e alle amministrative per quelle città che hanno i loro consigli in scadenza. Una tornata elettorale troppo impegnativa, e dire che il Consiglio regionale si era espresso in maniera opposta. Si spera in una grande campagna di informazione per l’elettorato che si troverà sicuramente in difficoltà in un mare di simboli.
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