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Red 2 giugno 2020
«Le cavallette invadono anche il Goceano»
«Da alcuni giorni hanno occupato le campagne del Goceano in particolare a Bultei, ma anche di Anela, Bono, Bottida e qualche segnalazione arriva pure dal territorio di Pattada». E´ l´allarme lanciato dalla Coldiretti nord Sardegna


SASSARI - Si allarga oltre la Valle del Tirso l’invasione delle cavallette. Da alcuni giorni, hanno occupato le campagne del Goceano, in particolare a Bultei, ma anche ad Anela, Bono, Bottida e qualche segnalazione arriva pure dal territorio di Pattada. Gli insetti voraci stanno dunque ampliano la loro presenza nel centro Sardegna (sono presenti anche ad Escalaplano), interessando un numero crescente di ettari e di aziende agricole costrette, loro malgrado, a sfamarle, rinunciando a foraggio e pascoli per i propri animali e, in alcuni casi, anche ai prodotti dell’orto. Una beffa che arriva nell’anno più drammatico, quello del CoronaVirus, che sta mettendo in ginocchio tutta l’economia.

«E’ una piaga, sono milioni e ci stanno causando ingenti perdite – afferma il presidente della sezione Coldiretti di Bultei Matteo Orritos - saremo costretti fra qualche giorno ad acquistare mangime e foraggio, perché quello che rimane del nostro è insufficiente e dobbiamo utilizzarlo anche come surrogato dei pascoli. Solo quando le vedi ti rendi conto di quante sono e del danno che arrecano. A Bultei stiamo anche raccogliendo le firme per presentarle al sindaco». Le nuvole scure di cavallette interessano per il momento oltre trenta aziende del Goceano che si trovano lungo il corso del Tirso, ma il dato purtroppo è in aggiornamento. Secondo la Banca mondiale, l'invasione di locuste del 2020 è la più massiccia degli ultimi settant'anni: ha già toccato ventitre Paesi tra Africa orientale, Medio Oriente ed Asia e sta minacciando in modo molto serio l'agricoltura e si teme che in molti Paesi l'insicurezza alimentare possa aggravarsi, nel mezzo dell'emergenza causata dal CoronaVirus.

A favorire l’invasione nelle diverse parti del globo sono stati i cambiamenti climatici, con caldo torrido che favorisce il moltiplicarsi dei famelici insetti. «L’inverno mite e la scarsità di pioggia con precipitazioni praticamente dimezzate, in un 2020 che – sottolinea la Coldiretti – si classifica come il più caldo dal 1800 con temperature superiori di 1,41gradi rispetto alla media, hanno favorito anche in Italia la comparsa delle orde devastatrici. Le condizioni climatiche agevolano uno sviluppo anomalo di questo insetto con “invasioni bibliche” che, ricordando quelle del passato, causano gravissimi danni alle campagne».

«Purtroppo, è una situazione in pieno sviluppo, che sta coinvolgendo sempre più aziende agricole e diversi territori – afferma il presidente di Coldiretti nord Sardegna Battista Cualbu - Chiediamo alla Regione di allargare i sopralluoghi effettuati da Laore e di programmare degli interventi sia per ristorare le aziende che hanno subito danni e sia per prevenire una nuova invasione ancora più massiccia il prossimo prevedendo degli incentivi per arare i terreni dove hanno depositato le uova». «Oltre i cambiamenti climatici – chiosa il direttore di Coldiretti nord Sardegna Ermanno Mazzetti – le locuste prolificano nelle terre incolte, abbandonate a causa della crisi delle campagne per i prezzi dei prodotti agricoli sotto i costi di produzione».
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