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Sassari NewsnotiziealgheroOpinioniAmbienteStrumenti più snelli o non muoverò più un dito
Andrea Montis 25 maggio 2020
L'opinione di Andrea Montis
Strumenti più snelli o non muoverò più un dito


Ho letto, devo dire senza troppo interesse, l’ultima nota stampa di parte della minoranza relativa alle spiagge e alle operazioni di pulizia. Mi son sentito di dover, non tanto di rispondere ( distaccandomi per mia natura da tutto ciò che è mera polemica) anche perché quando si ha contezza di ciò che si sta facendo credo che ci sia poco tempo da perdere, fare alcune riflessioni. Mi spiace constatare che si attui sempre più il metodo dell’attacco personale questa volta ad un consigliere ( Monti) portatore di tematiche sul fallimento delle quali l'opposizione si illude di addebitare la cocente sconfitta elettorale. Spiace dover ricordare quanto sia oltremodo riduttivo pensare di aver perso le elezioni per questo motivo. La lista è lunga, e non è il caso di ricordarla. Comunque, presto termineranno le operazioni di pulizia delle spiagge e della rimozione della posidonia spiaggiata. Presto tutti potranno ( nella forma inedita dettata dal momento emergenziale che stiamo attraversando) stendersi al sole su candide spiagge, senza valutare , senza sapere e senza riflettere su quanti sforzi ha richiesto sia in termini economici che umani portare avanti tali operazioni.

Gli sforzi son dettati dal fatto che le norme in vigore sono spesso contrastanti tra loro e rendono difficilissimo il lavoro dei funzionari e dei tecnici, che, con gli strumenti che hanno, cercano di riuscire a rendere reali le esigenze che la Politica, i cittadini, gli operatori balneari, gli albergatori richiedono, cioè contemperare interessi diversi tra cui quelli della fruizione ai fini turistici e ricreativi e il rispetto dell’ambiente e delle norme a esso collegate, aspetti imprescindibili per una città come la nostra. Sin dall’inizio del mio mandato ho, con forza, riconoscendo anche quanto precedentemente fatto, voluto abbassare i toni sul tema che, per quanto mi riguarda, ritengo non possa e non debba essere oggetto di scontro politico, un tema su cui di fatto esiste, allo stato attuale, ben poco di politico, dove la differenza la fanno le sfumature, l’andamento climatico delle stagioni, una pandemia, magari, e dove conta invece molto la capacità la tenacia e il coraggio di chi sta al timone, politico e amministrativo.

D’altronde basterebbe farsi un giro per il web per comprendere facilmente che non siamo i soli a dover gestire la questione spiagge e che invece siamo gli unici (al di là dell’esubero reale di posidonia di cui godiamo) ad essere riusciti a farne un caso oggetto di costante dibattito, pubblico o occulto, strisciante, anche duro. La parte che mi ha preceduto ha avuto il ruolo di intraprendere delle scelte che hanno aperto la strada a nuove forme di gestione quale ad esempio quella del lavaggio delle foglie di posidonia, mettendo a nudo la necessita di restituire alle nostre spiagge la sabbia che per forza di cose viene asportata e lo ha fatto sempre grazie al coraggio dei funzionari. Per quanto riguarda la parte che amministra ora, con un occhio attento a non commettere errori del passato, sta procedendo a cercare di rendere percorribili, al fine anche di poterne trarre diretto vantaggio per il territorio, quelle strade anche localmente. E se qualcuno crede che possa esser scandaloso gridare alla continuità io credo invece di no se per continuità si intende il perseguire un obbiettivo utile alla comunità, pur se con le chiarissime diverse sfumature.

Va ammesso, però, che nonostante tutto questo movimentismo ( spesso per chi guarda teso più a disfare che a costruire) la politica che norma , decreta e legifera non ha fornito chissà quali segnali, non è che abbia messo in condizioni gli uffici di lavorare con strumenti più snelli e mi chiedo il perché le competenze tecniche ( magari quelle che hanno davvero approfondito il tema) vengano considerate solo in fase risolutiva emergenziale per poi disconoscerne il lavoro nei momenti di pianificazione e regolamentazione. A tal proposito voglio dire con forza provocatoria che se negli anni a venire dovessi ancora trovarmi a rivestire questo ruolo, non muoverò personalmente piu’ un dito per tutto quanto ciò che attiene la pulizia delle spiagge e la gestione della posidonia. Lasciamole come sono.

Rimangano “sporche” come le definisce chi non sa cosa sia la posidonia, o rimangano “illibate” come chi estremamente non riesce a comprendere anche la necessità di avere delle spiagge fruibili turisticamente. Diversamente ci si muova, veramente, in maniera coordinata ( partendo dal basso e da chi conosce i problemi) partendo da quanto di buono e stato fatto e si sta facendo, coinvolgendo Comuni Regioni e Governo capaci di ascoltarsi, di ascoltare e dare strumenti utili e chiari a chi poi in trincea deve adoperarsi. In questo senso sarà ben accetto il contributo di tutti. La questione è Nazionale e non possono più bastare gli sforzi individuali, le leggi Regionali ( impugnabili sempre si o sempre no in base alla corrispondenza dei colori politici) o le proposte dei rappresentanti territoriali se non accompagnate da azioni corali. Chi si aspettava risposte diverse da questa si sbaglia la gente è stufa della politica che gioca sul rilancio o sulle mistificazioni. Ad onor del vero, l’anno passato la vecchia amministrazione ha ripulito il sito di San Giovanni - fianco porto ( che niente ha a che fare con la pulizia ordinaria in corso) terminando il 9 di Giugno, scelse di farlo solo ad un passo dalle elezioni, la pulizia ordinaria invece di tutti gli altri siti (senza voler attribuire colpe a nessuno o meriti) che erano stati tralasciati ( San Giovanni Lido Maria Pia Cuguttu, Fertilia etc,) è terminata a Luglio inoltrato dalla nuova amministrazione. Ora proseguiamo, nonostante i blocchi imposti dalla pandemia con largo anticipo. E’ Tempo di crescere.

*assessore all'Ambiente Alghero
Commenti
22:03
In una lettera inviata al sindaco di Alghero Mario Conoci, i parlamentari Mario Perantoni e Paola Deiana, a nome del Movimento 5 stelle del territorio, chiedono che sia dato «decoro, pulizia e controllo alla pineta. Un bene così prezioso non può essere abbandonato a se stesso»


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