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Giovanni Baldassarre Spano 8 aprile 2020
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Basta con la propaganda sulla sanità


L’attuale vicenda che ancora una volta vede protagonista la costituenda terapia sub intensiva dell’Ospedale Civile di Alghero ha dell’incredibile, non tanto per il trasferimento dei due ventilatori/respiratori in sé, ma per la moltitudine degli annunci, “marce indietro” e operazioni di marketing politico che la vedono coinvolta. Nello specifico, veniva dato, sempre in maniera roboante, l’annuncio della imminente apertura del reparto, indicando quale ultimo requisito il suo accreditamento presso l’organo competente. Con una rapidità sorprendente, sempre l’autorevole fonte istituzionale, comunicava come due ventilatori/respiratori assegnati a questo reparto, dovevano essere trasferiti presso l’Ospedale San Francesco di Nuoro. La notizia ha comportato il giusto sconcerto, ma questa in realtà era prevedibile. Tale prevedibilità risultava evidente dall’analisi delle stesse linee strategiche previste dalla Regione Sardegna nella gestione dell’emergenza Covid-19.

L’Ospedale Civile di Alghero, infatti, non parrebbe coinvolto, quale struttura emergenziale nel contrasto dell’epidemia. Questo appare evidente nel contenuto della Deliberazione n.17/10 del primo aprile, avente ad oggetto la riorganizzazione delle attività assistenziali ospedaliere e territoriali. Il San Francesco di Nuoro, invece, era ed è coinvolto a pieno titolo. Ragione per la quale, in conformità alla razionalizzazione e distribuzione delle risorse indicata nel suddetto atto, era prevedibile, nonché inevitabile, che tali macchinari fossero dirottati ove erano più necessari. Il problema non risiede tanto nel trasferimento di questi strumenti, ora preziosi ed introvabili, ma nel fatto che la sanità algherese non abbia avuto un ruolo da protagonista nella gestione dell’emergenza, vista la strategica vicinanza al polo sassarese. Una terapia sub intensiva, efficiente e rapidamente attivata, avrebbe generato un alleggerimento dei presidi sassaresi coinvolti nella gestione del Covid -19. Riconoscendo, ormai, la specificità della situazione del nord Sardegna, rispetto al restante territorio dell’Isola, una buona gestione della crisi avrebbe imposto che nella provincia storica di Sassari, fossero recuperate e predisposte tutte le risorse disponibili.

Alghero, in questo, avrebbe rivestito un sito di importanza strategica incalcolabile. In Sardegna, o meglio, per l’attuale governo regionale è stato più auspicabile investire le strutture private di un ruolo rilevante nella strategia di contrasto al Covid-19, quando le stesse non erano pronte ad affrontarne la gestione. La Regione, ben conoscendo questo, rilanciava con la fornitura di supporto a queste stesse aziende private, invece di riservare loro unicamente compiti di sanità extra epidemica, che ben avrebbero potuto svolgere, sgravando le strutture pubbliche per quanto possibile. La logica avrebbe quindi richiesto che ogni risorsa a disposizione fosse investita nel comparto pubblico. Ritornando al discorso iniziale e a fronte di quanto precisato, appare biasimevole la continua campagna di spot, esercitata da taluni. Sarebbe anche politicamente più saggio parlare con franchezza ai cittadini, senza che questi sconsolati debbano notare il divario esistente tra il promesso e il mantenuto. Taluni, ricoprendo anche ruoli istituzionali in città, sostengono che coloro che invocano spiegazioni sul trasferimento dei ventilatori/respiratori si debbano vergognare.

Bene, crediamo che non vi sia alcuna vergogna nel chiedere conto dell’operato delle figure istituzionali, ma forse la si dovrebbe provare nel notare la moltitudine di annunci che ha avuto luogo troppo spesso di questi tempi. La sanità algherese deve essere subito posta al centro delle strategie di contrasto della pandemia, con l’apertura immediata della terapia sub intensiva, completa di tutti suoi strumenti. Si smetta subito di investire soldi pubblici su strutture private nella gestione dell’emergenza. Risulta lodevole il fatto che sia diverse forze politiche di Opposizione e che una di Maggioranza, abbiano chiesto le medesime spiegazioni nella questione dei ventilatori/respiratori dirottati. Il gruppo Uniti contro la chiusura dell’Ospedale Marino, nel suo ruolo volto alla difesa della sanità pubblica, chiede con forza l’apertura del reparto di terapia sub intensiva, non più procrastinabile e una immediata cessazione delle politiche di spot, che concorrono in questo periodo storico a danneggiare il comparto sanitario. Basta con la propaganda, pretendiamo una seria e trasparente informazione.

* membro del Psd'Az
Commenti
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