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Red 30 gennaio 2020
Cala il sipario sull´International job meeting
Si chiude con oltre 35mila visitatori registrati la prima edizione dell’appuntamento su orientamento, scuola, formazione e occupazione in Sardegna. Nelle tre giornate, sono stati affrontati oltre 10mila colloqui con 300 aziende, di cui una forte rappresentanza estera, per oltre 6mila posti di lavoro


CAGLIARI - Si chiude con oltre 35mila visitatori registrati la prima edizione dell’International Job Meeting, l’appuntamento su orientamento, scuola, formazione e occupazione in Sardegna. Nelle tre giornate, sono stati affrontati oltre 10mila colloqui con 300 aziende, di cui una forte rappresentanza estera, per oltre 6mila posti di lavoro. «È un bilancio assolutamente positivo», ha commentato con soddisfazione la vicepresidente della Regione autonoma della Sardegna ed assessore del Lavoro Alessandra Zedda, intervenendo al convegno “Protagonisti del Made in Italy”, tema della giornata conclusiva dell’evento.

«Sono stati giorni di attività, scambio di esperienze e interazione con le aziende che hanno permesso di individuare le prospettive anche internazionali nel mondo del lavoro. Laboratori e seminari innovativi hanno offerto, grazie a numerosi testimonial, spunti e strumenti per orientare le esperienze professionali e competenze tra chi chiede e offre lavoro. I numeri parlano chiaro, questo format è un modello destinato ad essere replicato in più località del territorio sardo, perché ha importanti ricadute che facilitano l’accesso al mercato del lavoro, anche nelle zone interne meno conosciute e dove l’impatto occupazionale è ancora molto basso. E il Made in Italy, ma ancor di più il “Made in Sardegna”, è espressione di qualità e unicità che sta riuscendo ad affermarsi in tutto il mondo e a diventare un marchio distintivo e identitario della nostra cultura, già con i tipici prodotti gastronomici della nostra tradizione, e ora grazie anche al settore della moda. Le collezioni degli stilisti sardi emergenti stanno infatti avendo un crescente successo anche all’estero, e questo fa sì che, in un mercato sempre più in espansione, ci siano nuove opportunità lavorative».

All’incontro, ha partecipato l’assessore regionale della Pubblica istruzione e beni culturali Andrea Biancareddu, che ha precisato «quanto sia fondamentale prima l’istruzione scolastica e l’orientamento nella fase successiva di ricerca dell’occupazione. La consapevolezza che lo sviluppo della cultura imprenditoriale inizia proprio nelle scuole ha portato la Regione a mettere in campo una serie di azioni mirate, tra le quali un programma di interventi finalizzati al recupero della formazione di base e al conseguimento di una qualifica o di un diploma. Questa manifestazione ha coinvolto tantissimi studenti dimostrando che le istituzioni possono essere parte attiva nel sostenere il percorso di crescita personale e professionale dei giovani e favorire il loro inserimento lavorativo. Vogliamo anche ricordare l’attenzione della Regione al mondo accademico, con programmi di finanziamento specifici che premiano l’istituzione universitaria in Sardegna». Presenti al convegno anche i rettori delle Università di Cagliari Maria Del Zompo e di Sassari Massimo Carpinelli, che hanno presentato rispettivamente i loro progetti formativi da inserire nei loro atenei: un percorso formativo nell’ambito della moda e del design con indirizzo manageriale, ed un corso sperimentale sul management dell’energia, entrambi in collaborazione con l’Assessorato della Cultura e quello del Lavoro.

«Le imprese incontrano difficoltà nel reclutamento del personale - ha evidenziato il direttore generale dell’Aspal Massimo Temussi - La Sardegna è tra le regioni italiane in cui il mancato incontro tra le esigenze occupazionali delle imprese e le caratteristiche dei lavoratori disponibili impatta maggiormente sul mercato del lavoro. Il mismatch è un fenomeno in crescita, dovuto all’effetto concomitante di diversi fattori: una congiuntura economica positiva, una piena occupazione che riduce la platea dei candidati che spesso sono i più fragili, una crescita che incentiva la ricerca di competenze specialistiche, l’invecchiamento della popolazione lavorativa che porta con sé un problema sempre più diffuso di obsolescenza delle competenze, l’avanzamento tecnologico in molti settori e i mestieri tradizionali».

Nella foto: l'assessore regionale Alessandra Zedda
8:18
La deputata del Movimento 5 stelle Mara Lapia chiede alla Regione autonoma della Sardegna ed all´Ats di «stabilizzare gli operatori del Laboratorio del San Francesco utilizzati nell´emergenza Covid-19 e, a fine mese, scaricati dall´Assl»
13:27
Saranno coinvolti 8036 dipendenti, 540 solo in Sardegna. Nell’isola i lavoratori dei tre ipermercati: Cagliari Marconi 203, Sassari 158 e Olbia 158. L´accordo non si applicherà a Cagliari Santa Gilla poiché già passato a Conad Sardegna
3/4/2020
Lo ha dichiarato l’assessore regionale del Lavoro, formazione e cooperazione sociale Alessandra Zedda, comunicando che oggi, sarà pubblicato sul sito SardegnaLavoro l’Avviso contenente le specifiche per la presentazione, da parte dei datori di lavoro o loro delegati, delle domande per l’attivazione della cassa integrazione in deroga, il cui invio potrà essere effettuato per via telematica dalle 9 di mercoledì 8 aprile
7:17
«In Sardegna esistono posti di lavoro dove, ogni giorno da quando è iniziata l’emergenza, centinaia di persone condividono l’aria, gli spazi e in alcuni casi gli strumenti di lavoro. Sono i luoghi di lavoro rimasti aperti: fabbriche, call center, uffici pubblici, grandi esercizi commerciali, farmacie», sottolineano gli esponenti del Gruppo Progressisti in Consiglio regionale
2/4/2020
«Tuteliamo i lavoratori stagionali aeroportuali e non solo, esclusi dalla indennità del Cura Italia. Subito mille euro a chi si trova in difficoltà», chiede il deputato di Fratelli d´Italia Salvatore Deidda
2/4/2020
«Il sistema industriale della nostra Isola deve trovare il modo di fare squadra mettendo in atto strumenti di compensazione dei vari interessi e innescando virtuosi meccanismi di collaborazione, grazie ai quali uscire tutti prima e meglio da questo difficile momento derivato dall’emergenza del CoronaVirus», dichiara l’assessore regionale dell’Industria


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